Sarà realizzato a Boscoreale, in località Villa Regina, all'interno dell'edificio che ospita il Teatro, il Museo etno antropologico del Parco del Vesuvio. IL presidente dell'Ente Parco, Troiano, conferma: il ministero per l'Ambiente ha accettato il progetto e ha stanziato un primo finanziamento di 300mila euro. L'ufficio tecnico del Parco ha già effettuato un sopralluogo nei locali per attrezzare le sale. Così come è in fase avanzata il perfezionamento di affidamento degli spazi in comodato d'uso da parte del comune di Boscoreale. Insomma, se tutto andrà bene e non ci saranno problemi burocratici, il museo dovrebbe essere pronto per l'autunno. Il percorso espositivo illustrerà il rapporto tra l'uomo e il vulcano, senza dimenticare che la struttura dovrà avere uno spiccato carattere turistico culturale. Tanto perché, se da un lato si ha l'interesse a mettere mano a ricostruzioni che pongano in giusta evidenza gli elementi paesaggistici di sicuro effetto sui visitatori, d'altro canto non si può dimenticare che l'area pedemontana del Vesuvio accoglie uno dei più straordinari spaccati scientifico-culturali della terra. Un elemento, questo, che balza immediatamente agli occhi, se solo si considera che il complesso vulcanico si leva su tesori d'archeologia quali Pompei, Ercolano, le ville suburbane d'epoca romana di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno, e in un prossimo futuro, la cosiddetta Villa di Augusto, del I secolo a.C., a Somma Vesuviana. E, senza contare gli elementi legati alle tradizioni culturali contadine di Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano. Insomma, il museo, le sue collezioni, dovranno giocoforza toccare tutti i settori, anche se in maniera parziale. Tra le proposte, di particolare rilevanza dovranno essere quelle legate ai caratteristici prodotti dell'area. Sulla futura organizzazione del contenitore culturale, qualche anno fa, venne anche stilato un progetto. «Un piano che - dice Troiano - dovremo rivedere, perché prevedeva percorsi molto diversificati. Il museo che abbiamo in mente di realizzare, invece, oltre a essere differenziato per tipologie e a dover ospitare le classiche esposizioni di oggetti, dovrà necessariamente essere a tema». E con esposizioni che potranno variare nel corso degli anni sia per l'argomento che per gli elementi proposti. Insomma, ci sarà, da un lato, un contenitore non «ingessato» solo su proposte floro faunistiche e geologiche ma capace di fornire elementi di buona valenza turistica e culturale, e, dall'altro, un museo che dovrà muoversi in parallelo con il vicino Antiquarium, che, accoglie elementi di sicuro interesse riguardanti la storia delle genti e del territorio sino all'eruzione del 79 d.C. In particolare si dovrà puntare a far diventare il museo una tappa importante dei viaggi d'istruzione previsti dalle scuole dell'intera regione Campania, che dopo aver visto gli scavi ed essere stati all'Antiquarium, passeranno per il Museo del Parco. In buona sostanza, per Boscoreale e per il Parco, il progetto per la nascita del museo rappresenta l'apertura di un significativo percorso turistico dal lato sud dell'area protetta. Per rendere più interessante la visita, si attiveranno delle postazioni multimediali perché si possa fare un viaggio virtuale nella storia del vulcano prima di effettuare la visita reale al Vesuvio. E bisognerà valutare i costi per l'attivazione e la possibilità di realizzarlo in maniera ottimale, prevedendo anche una sorta di viaggio nel vulcano con effetti realistici quali terremoti, colate di lava e terribili eruzioni.
La montagna incantata
Il Museo etno antropologico del Parco del Vesuvio sarà realizzato a Boscoreale, in località Villa Regina, all'interno dell'edificio del Teatro. Il ministero per l'Ambiente ha accettato il progetto e ha stanziato un finanziamento di 300mila euro. Il museo sarà a tema e illustrerà il rapporto tra l'uomo e il vulcano, con esposizioni che potranno variare nel corso degli anni. Il progetto prevede anche l'attivazione di postazioni multimediali per un viaggio virtuale nella storia del vulcano. Il museo sarà una tappa importante per le scuole dell'intera regione Campania e rappresenta l'apertura di un significativo percorso turistico dal lato sud dell'area protetta.
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