Si muove la Regione. Vertice lunedì con sindaco e soprintendenza La Regione interviene sul caso del villaggio preistorico di Nola. Lobiettivo è scongiurarne il riseppellimento, programmato a ottobre dalla soprintendenza archeologica di Napoli, per mancanza di fondi di manutenzione e per evitare un ulteriore danneggiamento alle capanne antiche, causato dallinnalzamento della falda acquifera sotterranea. Lassessore regionale ai Lavori pubblici Edoardo Cosenza ha convocato un tavolo tecnico lunedì nel municipio di Nola, per «trovare una soluzione per la tutela del sito». Alla riunione parteciperanno anche la soprintendenza e il sindaco Geremia Biancardi. Da palazzo Santa Lucia interviene pure Ermanno Russo, assessore al Demanio: «A Nola cè unintera comunità che non accetta di vedere seppellita la propria storia. Bisogna intervenire subito». Antonio Marciano del Pd suggerisce: «Usiamo una parte delle risorse del fondo di sviluppo e coesione dei piani attuativi interregionali (pari a circa 190 milioni di euro, ndr)». La soprintendenza resta pessimista, ma si dichiara aperta ad accogliere ipotesi alternative. Giuseppe Vecchio, responsabile di zona per larea nolana, spiega che «si potrebbero dragare le capanne sommerse con pompe più veloci di quelle presenti, espropriare i terreni confinanti e realizzare impalcature e paratie. Ma non possiamo sobbarcarci una tale spesa, da rinnovare di anno in anno». I problemi con la falda acquifera durano dal 2009 e «in 3 anni - conclude Vecchio - la Regione non ha mai stilato un piano esecutivo per risolvere la situazione. La soprintendenza ne ha avviato uno nel 2011, che ha portato alla scelta del seppellimento dellarea. Per ora resta lipotesi scientificamente migliore».
NAPOLI - Nola, incontro per salvare il villaggio preistorico
La Regione ha convocato un vertice lunedì con il sindaco di Nola e la soprintendenza archeologica di Napoli per discutere la tutela del villaggio preistorico di Nola. Il sito è stato programmato per essere seppellito a ottobre a causa di mancanza di fondi di manutenzione e danni causati dallinnalzamento della falda acquifera sotterranea. Lassessore regionale ai Lavori pubblici ha convocato un tavolo tecnico per trovare una soluzione. La soprintendenza è pessimista, ma aperta ad accogliere ipotesi alternative. Sono state proposte diverse soluzioni, tra cui dragare le capanne sommerse e espropriare i terreni confinanti.
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