Dalle macerie nascono le cose, ovvero le idee, i progetti, i pensieri. Linstallazione artistica con i mattoni sbriciolati è la metafora più esplicita per introdurre un festival costruito sulle ferite del terremoto. La filosofia come risposta alle scosse, alle paure, al senso della perdita, allo spaesamento. Mai come questanno FestivalFilosofia pare "necessario" nel triangolo padano (Modena-Sassuolo-Carpi) ancora alle prese coi danni del sisma. Quasi per una casuale profezia, si è scelto il filo rosso delle "Cose" come tema da sviscerare attraverso 200 eventi, fra lezioni magistrali, incontri, mostre, cinema, concerti, cene. «Sembra fatto apposta per il post-terremoto - spiega la direttrice Michelina Borsari -, ma il progetto sulle cose è precedente, tanto da averlo sperimentato sulla nostra pelle da sfollati». Si inizia domani, e per tre giorni il pensatoio emiliano accoglie maestri del pensiero, artisti, attori, musicisti pronti a presentare cose da usare e trasformare. Oggetti di consumo e feticci, icone e miti, arnesi reali o soggetti inventati, beni dimenticati (il flit o la canottiera di lana di Francesco Guccini, sabato a Carpi) o attuali. Lunghissimo lelenco dei big, con diversi debutti: John Searle e la teoria degli "oggetti sociali", la cinese Anne Cheng con le riflessioni sulle cose nella tradizione confuciana, Scott Lash sul consumo contemporaneo legato allindustria, Krzysztof Pomian e la logica del collezionismo. Imperdibile anche la "prima volta" da filosofo di Alessandro Bergonzoni che inseguirà "le cose di cui ci serviamo e siamo servi". Ai nuovi si affiancano le vecchie conoscenze del festival come Bauman, Latour, Latouche, Augé, Sennett, Sloterdijk, Jarauta. Folta la schiera dei pensatori nazionali: Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris, Umberto Galimberti, Sergio Givone, Salvatore Natoli, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Emanuele Severino, Michela Marzano. Per comodità del pubblico assiduo e fedele (oltre un milione di presenze in 11 anni), sono state ricavate 5 sezioni a tema: le cose del passato; la produzione delle cose; il consumo; idoli e feticci; le passioni delle cose. «Per "cosa" si fa riferimento anche al latino causa, ciò che sta a cuore», sottolinea Remo Bodei, presidente del comitato scientifico, per far capire come il concreto si confronterà col liquido delle emozioni. Le lectio magistralis avranno la consueta cornice iconografica e artistica. Importante la retrospettiva di Edward Weston, autorevole fotografo americano, che allex ospedale S.Agostino espone 110 stampe. Fra le 20 mostre, gli "oggetti esclamanti" di Lucio Riva e le figurine sul "fascino discreto degli oggetti", Antonio Porta e le collezioni Panini. Infine, la cucina filosofica di Tullio Gregory con le tigelle al lardo del menù Res absoluta e la lepre in umido del Res venatoria.