LIVORNO Dopo oltre sessant'anni sono tornate al loro posto le rappresentazioni allegoriche dell'Innocenza e della Mansuetudine collocate nel '700 sulla magnifica facciata della seicentesca chiesa della Santissima Annunziata (o dei Greci Uniti) situata in via della Madonna ed appartenente dagli anni '50 all'Arciconfraternita della Purificazione che ha promosso l'attuale restauro complessivo dell'edificio. Si tratta di due riproduzioni in vetroresina e polvere di marmo ottenute dal calco delle statue originali conservate al Cimitero della Purificazione dove erano state deposte nel dopoguerra. La chiesa era stata infatti gravemente danneggiata nel 1943 dai bombardamenti Alleati (dalla foto d'epoca pubblicata sul sito dell'Associazione Livorno delle Nazioni l'edificio risulta praticamente sventrato dalle bombe). Sta di fatto che nel restauro postbellico della chiesa le due statue, purtroppo rimaste danneggiate, furono rimosse, ma non fu poi possibile la loro ricollocazione in quanto i due semiarchi del portale erano stati nel frattempo assottigliati e non potevano più reggere le varie tonnellate di peso delle sculture marmoree. Ecco perché a distanza di decenni è stato deciso, con il beneplacito della Soprintendenza, di ricollocare delle copie in materiale assai più leggero. Avviati ormai alla conclusione i lavori, sostenuti finanziariamente dall'Arciconfraternita e dal cospicuo lascito di una cittadina livornese, hanno comportato il completo rifacimento delle facciate, la ripulitura del prospetto principale marmoreo tardo-barocco realizzato dallo scultore ed architetto carrarese Giovanni Baratta nel '700 ed il restauro del campanile, anch'esso di costruzione settecentesca. L'inaugurazione ufficiale del restauro, con la partecipazione del vescovo, monsignor Giusti, è prevista per la fine di ottobre. Nell'occasione sarà inoltre presentato il volume scritto da Enrico Zucchi sulla storia dell'Arciconfraternita della Purificazione partendo da documenti inediti d'archivio. Iniziata nel 1601 su progetto di Alessandro Pieroni e consacrata il 25 marzo 1606 la chiesa della Santissima Annunziata rappresenta una delle più ragguardevoli testimonianze dell'originaria impronta multiculturale di Livorno: nasce infatti come chiesa nazionale greca quale riconoscimento per i marinai ellenici chiamati alla fine del '500 ad imbarcarsi sulle navi dell'Ordine di Santo Stefano, ma, come riferisce il professor Giangiacomo Panessa, era frequentata pure da altre confessioni. L'interno è dominato da una splendida iconostasi lignea seicentesca, danneggiata dagli eventi bellici e restaurata nel 1985. Le tre porte (diakonikòn, regia e pròthesis) rivestono un significato liturgico: fra le porte spiccano due grandi icone raffiguranti il Cristo Pantokràtor e la Madonna. In alto osserviamo invece i riquadri delle Dodici feste (dodekaeortòn) con le immagini recanti l'Annunciazione, il Natale, la Presentazione di Gesù al Tempio per giungere infine alla Dormizione della Madre di Dio.