PISA Continua a tenere banco il futuro del palazzo della Sapienza. Ieri l'ateneo, dopo aver ricevuto una lettera dal Ministero per i Beni e le Attività culturali in cui si offre collaborazione tecnica, fa presente «che il monitoraggio dell'edificio della Sapienza da parte di un gruppo composto da ingegneri e tecnici dell'Ateneo, della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Culturali di Pisa e dal Coordinamento Prevenzione Sismica della Regione Toscana ha avuto inizio a partire dal 2010, nell'ambito di un progetto finalizzato a fornire indicazioni sul livello di vulnerabilità sismica di edifici di importanza strategica o comunque rilevanti. Tali indagini, la cui relazione è già stata consegnata negli scorsi mesi al ministro Ornaghi, avevano accertato una situazione preoccupante del Palazzo della Sapienza. Le scosse di terremoto dello scorso maggio hanno imposto ulteriori verifiche sulle strutture murarie, le pareti e i solai, da cui è poi derivata la richiesta da parte dell'Università di un sopralluogo al Comando provinciale dei vigili del fuoco. L'esito di tale sopralluogo ha portato all'ordinanza del sindaco di chiusura dell'edificio». «Le indagini svolte dagli ingegneri e dai tecnici dell'Ateneo - prosegue il documento - sono state intensificate dopo la chiusura del Palazzo. Già un'ispezione sulle parti libere del Palazzo evidenzia comunque un'inclinazione del pavimento nella zona di ingresso della Biblioteca Universitaria, mentre le verifiche statiche preliminari eseguite sugli orizzontamenti in corrispondenza della Biblioteca Universitaria hanno manifestato altresì una palese situazione critica riguardo il livello di sicurezza delle travi rompitratta e delle orditure secondarie». «Continuando con la linea di massima disponibilità e collaborazione istituzionale avuta fin dall'inizio - conclude l'ateneo - l'Università di Pisa è pronta a mettere a disposizione del Ministero, come già fatto in questi mesi in diverse occasioni, tutta la rilevante documentazione tecnica prodotta sul Palazzo della Sapienza e a coordinarsi con i tecnici individuati dal Ministero per programmare ulteriori e più approfondite verifiche».