E ieri è toccato a me raccontare al pubblico del Festivaletteratura di Mantova quale fosse il mio «luogo del cuore». Ho scelto di parlare della Sanità. Sono partito dal Ponte. Quando fu costruito serviva soprattutto al re per raggiungere la reggia di Capodimonte senza compiere troppe digressioni. Ed è così che un oggetto architettonico che in genere è costruito per congiungere parti separate ha avuto un effetto collaterale di lunga durata. Ha infatti separato una parte della città da se stessa. Da allora alla Sanità ci si è andati o perché ci si abita o perché si ha la cocciutaggine della conoscenza Se è vero che Napoli è una città potente ma senza potere, la Sanità è il suo emblema raddoppiato. Non molti altri luoghi in città hanno la potenza architettonica della Sanità. Basti pensare alla chiesa del «monacone», al suo altissimo altare posto sulla sommità di una vertiginosa scalinata che tiene conto delle sottostanti catacombe. Per non parlare di altre chiese e basiliche, dell'ospedale San Gennaro, degli ipogei e delle Fontanelle. In questi anni è proprio alla Sanità che è nata una vasta e laboriosa rete di associazioni (basti pensare al lavoro di padre Loffredo). Ciò significa che il degrado è stato sconfitto? Sono ben lungi dal pensarlo. Eppure, come non farsi investire dall'energia che proviene da questi luoghi? Immaginatevi una Sanità dove si aboliscano i motorini, che a volte sembrano delle api assassine, e si sostituiscano con piccoli autobus elettrici e tantissime biciclette. Pensate una Sanità che abbia nel suo cuore urbano una grande spopolare biblioteca a scaffale aperto... Tra i luoghi sinora più votati nel censimento del Fai (Fondo ambiente italiano) c'è anche questo quartiere di Napoli. E c'è anche perché il Fai sta battendosi per costituire finalmente un museo dedicato a Totò. Sarebbe davvero ora. Se si passeggia per via Antesaecula le persone del popolo hanno ricordi ancora vivi del Principe De Curtis. Unire i loro ricordi a una conoscenza più ponderata e condivisa sarebbe l'inizio di un percorso doveroso e potente.