Piozzano, anche il ministro per i Beni culturali ha partecipato alla cena di beneficenza organizzata per il restauro della chiesa della frazione PIOZZANO - «Una comunità piccola, ma molto viva»: don Olimpio Bongiorni, novantun anni compiuti in giugno, dal 1984 parroco di San Gabriele (e di Piozzano e Cantone), ha presentato così alle autorità e ai fedeli intervenuti il paesino dell'alta Valluretta che sabato pomeriggio ha accolto una nuova iniziativa benefica a sostegno dei restauri della chiesa parrocchiale. Tra i partecipanti, il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, al quale il sindaco Bruno Repetti ha dato il benvenuto indossando la fascia tricolore. A San Gabriele, Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica (in aspettativa dopo la nomina ministeriale), ha ritrovato il vescovo di Piacenza, monsignor Gianni Ambrosio, che dell'ateneo fondato da padre Agostino Gemelli è stato assistente ecclesiastico generale e ora siede nel consiglio di amministrazione in rappresentanza della Santa Sede. Nella frazione di Piozzano il presule è giunto però come pastore, per ribadire la sua vicinanza a tutte le realtà che compongono la Chiesa piacentina. E don Olimpio Bongiorni ha rimarcato con riconoscenza questo aspetto dell'apostolato di monsignor Ambrosio: «Ci sentiamo molto onorati», ha detto il sacerdote rivolto ai tanti che, affollando la chiesetta, hanno dimostrato affetto per San Gabriele, con un ringraziamento speciale a «Sua Eccellenza, che viene in visita anche nelle piccole parrocchie». Il vescovo ha presieduto la messa, concelebrata da don Giuseppe Lusignani, responsabile dell'ufficio diocesano beni culturali, e da don Bongiorni. La manifestazione, organizzata da un gruppo di parrocchiani, è proseguita in serata con una cena sotto le stelle il cui ricavato contribuirà a sostenere le spese per il rifacimento del tetto e il consolidamento dell'antica abside, datata dagli studiosi a prima del Mille. Nell'omelia il vescovo ha espresso il desiderio di rendere grazie a coloro che si impegnano a conservare un patrimonio storico-artistico che è anche religioso, segno della nostra identità e via per guardare a mete più elevate: «Il bello - ha aggiunto monsignor Ambrosio - ci aiuta a innalzare lo sguardo verso Dio». Richiamando la lettura della guarigione del sordomuto dal Vangelo di Marco, il vescovo ha sottolineato il valore del gesto di Gesù nei confronti di una persona sofferente, condannata all'isolamento e alla solitudine in una terra straniera, nella drammatica condizione di non poter parlare e ascoltare né la parola degli uomini, né la Parola di Dio, «quella Parola che dà senso alle nostre parole umane», una Parola che è «Parola di vita, di grazia, di salvezza». Alcuni atti significativi e il sospiro levato al cielo, nel momento della preghiera, sciolgono il sordomuto dai lacci della sua situazione: "Arriva la parola liberante, "Effatà", cioè Apriti", che ricrea l'esistenza". La folla riconosce in Gesù Colui che è venuto a compiere le promesse messianiche: «Anche noi siamo invitati a comunicare, a fare spazio dentro di noi, non solo alla parola dell'altro, ma anche all'altro sé stesso». Così nel tempo continua l'avventura della fede, che è ascolto, accoglienza e testimonianza, ha concluso monsignor Ambrosio, elevando quindi, nella festività della Natività di Maria, la preghiera alla Madonna posta al termine della Lettera pastorale. A riaffermare il legame tra fede e territorio gli stessi canti degli Enerbia, l'ensemble formato da Maddalena Scagnelli, voce, violino, salterio; Franco Guglielmetti, fisarmonica; Gabriele Dametti, piffero, e Massimo Visalli, chitarra. Durante la funzione hanno eseguito brani tratti dall'Antifonario di Bobbio, Beata es Maria, Nitida Stella e Santa Croce, cantata nella questua sacra del Sabato Santo sul nostro Appennino. La musica ha poi allietato la cena con il repertorio popolare delle Quattro Province, espressione di quel mondo contadino di cui San Gabriele di Piozzano era ed è parte. IL MINISTRO «Il Governo Monti ha stanziato 76 milioni per cultura e storia» «Un motivo di speranza fondata e ragionata in un momento difficile, affinché il Paese, che concretamente è rappresentato dalle persone, dalle famiglie, dai gruppi, esca da questa difficile situazione e si possa così guardare al futuro non come a una replica in peggio del presente, ma come a un momento migliore». Il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, prima di raggiungere nel tardo pomeriggio di sabato la Valluretta per partecipare alla messa e alla cena benefica di raccolta fondi per il restauro della chiesa parrocchiale di San Gabriele di Piozzano, si era recato la mattina al santuario della Santa Casa di Loreto, per accendere, su invito dell'assemblea dei vescovi, la Lampada per l'Italia, una luce che simbolicamente racchiude le preghiere dei pellegrini per il bene della nostra nazione. L'auspicio di Ornaghi ha poggiato appunto su una «speranza fondata e ragionata» di un'uscita dal tunnel della crisi. Come possano riuscirci i beni culturali di un Paese caratterizzato da un patrimonio diffuso, che dalla Villa dei Misteri di Pompei arriva all'abside protoromanica della chiesetta di San Gabriele di Piozzano, non sarà facile. Per quanto riguarda però specificatamente le risorse del ministero delegato alla tutela di questa ingente eredità tramandataci dai millenni, Ornaghi ha ribadito quanto affermato dal premier Mario Monti a Bari: «Qualche mese fa una serie di risorse per una cifra di 76 milioni sono state destinate per iniziative culturali dal Cipe, attraverso il nostro ministero. In più c'è un ulteriore investimento del Cipe sugli attrattori culturali, come musei e altre realtà capaci di far da volano allo sviluppo». Un'attenta conservazione e un sano sviluppo turistico possono aiutare anche i paesi delle nostre colline, laddove fortunatamente gli abitanti rimasti, i villeggianti e i nuovi residenti dimostrano in varie occasioni di essere disponibili a rimboccarsi le maniche per evitare i danni dell'incuria e dell'abbandono. Tra i presenti alla manifestazione di San Gabriele, anche il questore Calogero Germanà, il pro rettore dell'Università Cattolica, Franco Anelli, il direttore amministrativo Marco Elefanti, il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Giacomo Marazzi, il Soprintendente per i beni architettonici di Parma e Piacenza, Luciano Serchia, il sindaco di Piozzano, Bruno Repetti, il sindaco di Agazzano, Lino Cignatta, il maresciallo dei carabinieri Pier Mario Cassi e il capitano Fabio Longhi.