ROMA - Feriti dal tempo, che, secolo dopo secolo, li ha mutilati,R lungo il ponte che porta al Castello. Angeli di marmo senza dita, da più di cinque anni. A uno manca il mignolo e l'anulare destro, al suo collega il mignolo sinistro, l'anulare e l'indice destro. Fanno parte della squadra dei dieci angeli della passione disegnati e realizzati dal Bernini e da alcuni suoi allievi nel 1668 su ordine di papa Clemente IV, per rappresentare gli strumenti del martirio di Cristo a beneficio dei pellegrini diretti a San Pietro per la via Crucis. Sono il terzo e il quarto della fila a destra di Castel Sant'Angelo, che reggono rispettivamente i dadi con i quali i centurioni si giocarono a sorte gli abiti di Cristo («Aspiciant ad me quem conflixerunt», si legge sul basamento, autore Lucenti), e i chiodi con i quali fu crocifisso («Super vestem meam miserunt sortem», autore Naldini). Spiega il Sovrintendente al beni culturali di Roma, Umberto Broccoli: «Il tempo ha usurato quelle cinque dita almeno cinque anni fa. Accade spesso, ai monumenti. La loro bellezza non può essere perenne». Le dita, nelle statue, spiega Broccoli, sono le prime a cadere. «In fondo, fa parte del loro fascino», assicura il Sovrintendente. Che cosa si può fare? «Prevenire fin dove è possibile con la manutenzione. Ma poi, quando è accaduto, se i pezzi usurati sono andati perduti, non si può far niente. Una regola ferrea del restauro impone di recuperare e restituire ai monumenti solo i pezzi autentici. Non è possibile inserirne di posticci». Martedì 11 Settembre 2012 - 09:45 Ultimo aggiornamento: 13:19