Evasi solo il 25,2 dei casi. L'assessore Cascio agli Enti locali: "Stimiamo un mancato introito di 500 milioni" Sanatoria, 500mila pratiche ferme. Oltre 509 mila pratiche di condono edilizio attendono di essere smaltite in Sicilia da vent' anni. Sulle 681 mila964 domande presentate con le sanatorie del 1985 e del 1994, i Comuni ne hanno definite solo 172.147, cioè il 25,2 per cento, perdendo un incasso, secondo le stime, circa 500 milioni di euro. Il dato emerge da uno studio dell'assessorato regionale al Territorio, che ha messo in mora i Comuni inadempienti: l'arretrato dovrà essere smaltito entro il 2006, altrimenti niente soldi in più dai trasferimenti della Regione. Censimento della Regione su tutte le istanze presentate nell '85 e nel '94. La maglia nera alla provincia di Palermo Condono bluff per500mila sicilianì Ferme nei Comuni da vent'anni più di mezzo milione di istanze SE OGNI carpetta fosse spessa dieci centimetri, tutte insieme occuperebbero uno spazio di oltre tremila metri cubi, l'equivalente di una palazzina di cinque piani. Sarebbe questo il volume delle 509 mila 774 pratiche di condono edilizio che in Sicilia attendono di essere definite dal 1985, anno della prima sanatoria. Delle 681 mila 964 istanze presentate dai siciliani con i due condoni dell'85 e del '94, i Comuni ne hanno definite 172 mila 147. Cioè il 25,2 per cento. Il resto, al quale si sono aggiunte le istanze del condono dell'anno scorso (che sono ancora da quantificare), attende ancora la conclusione. E la Regione con i conti in rosso dà una stretta agli enti locali, colpevoli di «aver mancato di incassare almeno 500 milioni di euro, W tenendo conto di un costo medio di mille euro a concessione», osserva Francesco Cascio, assessore al Territorio e vicepresidente della Regione. Che ai Comuni torna a ricordare che, in materia di vecchie sanatorie, sono stati messi in mora dall'ultima Finanziaria regionale, dove è previsto che tutte le pratiche debbano essere evase entro il 31 dicembre 2006, e che entro il prossimo 31 marzo i Comuni facciano i conti con l'arretrato e ne pianifichino lo smaltimento, anche affidando incarichi a professionisti esterni, i cui compensi saranno detratti dagli oneri di concessione. Altrimenti niente soldi in più da mamma Regione, che agli enti locali inadempienti azzererà le risorse premiali. I dati sconcertanti sulle vecchie sanatorie li ha raccolti, con un anno e mezzo di lavoro, l'Osservatorio delle sanatorie edilizie del dipartimento Urbanistica dell'assessorato. «È la prima volta spiega Cascio che siamo in grado di fare con certezza il quadro della situazione. C'è voluto un anno e mezzo per raccogliere tutti i dati a causa della lentezza con cui i Comuni li hanno forniti». E così, si scopre che sulle 502.353 pratiche dell'85, solo 141.538 (il 28,2percento) mentre sulle 179.611 istanze del successivo condono, quelle esitate sono state 30.652 (il 17,1 per cento) in base alla legge 724 del '94. Il comune più virtuoso è stato quello di Bompensiere, in provincia di Caltanissetta, che ha concluso l'iter di tutte le sue 24 pratiche, mentre il voto più basso va a Santa Margherita Belice (Agrigento) che ha esitato solo lo 0,5 per cento delle istanze. Su scala provinciale vince Enna, icui 20 Comuni hanno definito il 51,5 per cento delle 22 mila 473 istanze presentate. E la maglia nera va invece alla provincia di Palermo, chedellel65mila898 istanze presentate con le due sanatorie, ne ha esitate 32 mila439, cioè il 19,6 per cento. In attesa ci sono ancora il 71,7 per cento delle pratiche nei 108 Comuni della provincia di Messina, il 77,2 per cento in quella di Agrigento, il 77,3 per cento nella provincia di Caltanissetta e il 77,4 per cento nella provincia di Catania. Il trend cambia in provincia di Ragusa, dove è stato concluso l'iter del 66,4 per cento delle istanze, così come nel Trapanese ne è stato esitato il 72,4 per cento e il 68,7 per cento nel Siracusano. A Palermo città, su 37 mila 539 pratiche dell'85 ne sono state completate solo 1.321, mentre sono 196 quelle esitate sulle 14 mila 44 del '94. In totale, sulle 51 mila 583 richieste sono state rilasciate 1.346 concessioni, 42 autorizzazioni e opposti314dinieghi. Gli uffici del Comune in questi giorni sono ancora impegnati a protocollare le istanze dell'ultima sanatoria: fino a ieri se ne contavano 8.013 sulle circa 10 mila che sono state presentate. Ma le tabelle dell'assessorato offrono alcuni significativi dati di contorno. Per esempio, il Comune più abusivo della provincia di Palermo (escluso il capoluogo) è Carini, che ha presentato 11 mila 394 istanze nelle due sanatorie, la maggior parte delle quali di certo legate alle numerosissime case di villeggiatura dei palermitani. A seguire a ruota ci sono Monreale (9 mila 524 istanze) e Misilmeri (7 mila 228). Il più ligio alle norme edilizie è stato Sclafani Bagni, che conta appena 96 istanze (60 sono ancora da completare). A Gela, che conta circa 73 mila abitanti, sono state presentate 17 mila 31 domande. Nella classifica segue i Comuni di Palermo e Catania (25 mila404 istanze). Il Comune più rispettoso è stato Floresta, in provincia di Messina, che non sa cosa siano le sanatorie edilizie. Il record dei dinieghi va a Marsala, chesu9mila945 pratiche ne ha rigettate 485. In tutto, sulle 681 mila 964 pratiche presentate (delle quali 172 mila 147 definite), ne sono state rifiutate 6 mila 197. E, chiusa la partita con questi conti, si dovrà aprire quella con il condono dell'anno scorso, del quale ancora non si sa neppure quante domande siano state presentate.