Fauglia, settecento anni di storia ingoiata da rovi, sporcizia e degrado Partono petizione e segnalazione alla Sovrintendenza per recuperare l'area «Facciamo ripartire le iniziative in aiuto dei malati di diabete» PONTEDERA Vuole mettere il suo impegno politico (da ex sindaco, ex parlamentare) a disposizione di chi ha bisogno. Giacomo Maccheroni, le necessità dei diabetici, le conosce bene. Anche lui ne soffre da anni. «È una malattia cattiva e noiosa - dice - che non ti lascia ma . Cagiona anche altre malattie serie. A me ha colpito la vista». Sono centinaia i malati di diabete della Valdera. Sono uniti anche in una associazione. «Che però - spiega l'ex sindaco di Pontedera ha rallentato un po' il suo operato. E questo potrebbe portare molti disagi ai malati». Per questo motivo ha preso carta e penna ed ha scritto al primo cittadino di Pontedera Simone Millozzi. «Di questa malattia, il medico essenziale è il paziente stesso ha scritto: se non controlli la glicemia, e la dieta alimentare e se non fai movimento, non c'è medico che ti curi. La collaborazione dei familiari diventa essenziale. Sono socio dell'associazione diabetici. E da qui parto per rilevare quanto sarebbe necessario promuovere una serie di iniziative rivolte ai malati, ai familiari, ai medici. Ma anche una campagna per aumentare le adesioni all'associazione. Non mi tirerò indietro per fare quello che potrò fare». Per Maccheroni sarebbe necessario un incontro fra i dirigenti dell'associazione e i medici, «Con te presente scrive al sindaco : per segnare un momento di rilancio delle iniziative. Sarebbe un modo per contribuire a realizzare la medicina preventiva, per una migliore difesa del malato e per raggiungere anche maggiori risultati». Maccheroni ha scritto lo stesso messaggio anche al governatore della Regione Toscana Enrico Rossi. «Serve una iniziativa di coordinamento a livello regionale», commenta, sperando di poter muovere, però, i primi passi, proprio da Pontedera. RIPRODUZIONE RISERVATA di Francesca Suggi wFAUGLIA Degrado, sporcizia, rovi. E c'è persino una carcassa di auto a soffocare una storia documentata di ben 700 anni. E loro, alcuni cittadini faugliesi, trainati da Giuseppe Bellavia di Acciaiolo, si mettono a disposizione per vestire i panni di giardinieri e cominciare a pulire l'area dell'antico campanile della chiesa di San Lorenzo e delle vicine fabbriche, ormai a pezzi, dell'edificio religioso e della relativa canonica. Qui Fauglia: parte dalla comunità guidata dal sindaco Carlo Carli, amplificato poi dalle due minoranze all'unisono, l'appello a un recupero della storica area. «La chiesa parrocchiale di San Lorenzo a quei tempi era sotto la diocesi di Lucca come suffraganea della pieve di San Giovanni Battista di Tripalle, si trova rammentata addirittura nel 1251 quando il Comune e gli uomini di quel Castello nominano il prete Grazia rettore della chiesa di Fauglia», traccia la storia della sua comunità Bellavia. Passato, presente: la prova concreta di quella storia sta per essere divorata dall'abbandono. Tanto che dal borgo della Valdera è partita una segnalazione alla Sovrintendenza di Pisa, è stato chiesto l'aiuto del Rotary club ed è ancora aperta la raccolta di firme lanciata dai sostenitori di questa operazione recupero. «Secondo il vecchio proposto Michelangelo Bocci la chiesa fu fabbricata con il materiale di recupero dell'antico fortilizio intorno al XVI secolo, dopo l'abbattimento della precedente, e gli storiografi raccontano che si edificò sui ruderi dell'antico castello», continua Bellavia. Che resta oggi di quelle mura intrise di identità religiosa e culturale? Un puzzle di rovine, con alcuni muri maestri nei quali si percepisce una minima parte della volta di copertura. «Salviamo la storia del paese con un primo intervento di bonifica e una messa in sicurezza, con operazioni di scavo per rinvenire le cripte, 12 secondo le fonti, e di quanto sopravvive dell'antico castello». La segnalazione di pericolo e degrado arriva al sindaco, grazie ai gruppi di minoranza Monaco sindaco e Patto per Fauglia. «Dopo aver fatto un sopralluogo non abbiamo potuto altro che confermare lo stato di degrado della zona, compreso viale della Rimembranza con relativo cippo dedicato ai Caduti», dicono dai banchi dell'opposizione.