È testimonial dei libri del Magnifico TRE giovani donne, Luisa, Lucrezia e Maddalena, in procinto di sposarsi. Un padre, Lorenzo de' Medici, signore di Firenze. E tre doni di nozze: libri d'ore dalle spettacolari miniature, fatti realizzare dal Magnifico per le figlie, ciascuno dei quali unico come un gioiello. Manoscritti preziosissimi che, col passare degli anni, si sono dispersi per l'Europa: uno è rimasto a Firenze, alla Biblioteca Laurenziana. Il secondo è alla Bayerische Staatsbibliothek di Monaco. Il terzo è finito nel Regno Unito, nella collezione della famiglia Rothschild. Da oggi, per la prima volta, si potranno ammirare insieme proprio alla Laurenziana, grazie alla mostra "Magnifici Tre" curata da Lucia Panini (fino al 20 ottobre lun.sab. ore 9.30-13.30; 3). In esposizione, i manoscritti originali per Luisa e Maddalena quest'ultimo fatto arrivare dall'Inghilterra dopo una trattativa lunga nove mesi mentre dell'esemplare di Monaco, troppo fragile per essere trasportato, è presente solo una riproduzione facsimilare realizzata dalla Franco Cosimo Panini. Altri sessanta facsimile delle singole pagine di ogni volume permetteranno inoltre a studiosi e curiosi di avere una visione completa delle tre opere, come se si potessero sfogliare. A presentare la mostra un testimonial d'eccezione, Antonio Paolucci, ex sovrintendente e attuale direttore dei Musei Vaticani, che ha spiegato come, attraverso questi volumi, si possa ricostruire «l'abile politica matrimoniale di Lorenzo il quale, finché fu in vita, riuscì a mantenere l'Italia in equilibrio, anche attraverso le nozze delle figlie». In realtà, solo due matrimoni andarono a buon fine: quello di Lucrezia con Jacopo Salviati e quello di Maddalena con Franceschetto Cybo, figlio di Innocenzo VIII, mentre Luisa morì a soli undici anni. Per Paolucci questi libri, veri e propri status symbol del potere, «sono al tempo stesso libri di preghiere e diari spirituali, tramandati di madre in figlia, capaci di trasmettere ancora un fine profumo femminile». La presentazione è stata per l'ex sovrintendente l'occasione per parlare di alcune delle questioni che hanno animato, di recente, il dibattito sui beni culturali in città. Come le nuove sale degli Uffizi: «Come recita una legge della cinetica, ogni movimento, quando arriva alla fine, trova velocità, e questo fortunatamente è avvenuto anche per la Galleria. Spero di vedere da vivo la fine dei lavori. I primi risultati li trovo soddisfacenti, e apprezzo molto anche gli sforzi del direttore Natali per portare gli Uffizi "fuori dagli Uffizi", come avviene con la mostra di Impruneta ». Paolucci ha poi parlato del-l'affaire Anghiari: «Basta con le polemiche, è ora di rimettere la palla al centro, permettendo ai tecnici di fare il loro lavoro. Credo che la soprintendente Acidini abbia espresso una posizione equilibrata». Infine, il Crocifisso delle polemiche esposto al Bargello: «Ho ritenuto e ritengo che, Michelangelo o non Michelangelo, si tratti di un capolavoro della scultura fiorentina: è stato giusto acquistarlo ed esporlo».