«Quella degli ambientalisti è una protesta fuori luogo, perché il progetto della Corleone-Marineo non altera l'attuale percorso, se non in minima parte e in maniera molto delicata. Tra l'altro, una strada moderna e sicura consentirà a tutti di poter raggiungere e gustare meglio le bellezze naturali del bosco di Ficuzza». L'ing. Salvatore Oliveri, direttore del Compartimento Anas della Sicilia, non ha peli sulla lingua nello stigmatizzare il sit-in che le associazioni ambientaliste, riunite nel cartello «Salviamo Ficuzza», hanno organizzato per questa mattina a Palermo, davanti alla sede dell'Anas di Piazzale De Gasperi. Oggi Oliveri sarà Roma. Ma, anche se fosse a Palermo, difficilmente riceverebbe la delegazione del WWF, di Legambiente, della Lipu, del Lav, del Cai, Italia Nostra e Sicilia Antica, che vorrebbe consegnargli un documento dove motiva il suo "no" sia al progetto della Corleone-Marineo, che al "by-pass" Marineo-Bolognetta. «Non c'è niente da discutere - sostiene il direttore dell'Anas - perché è stato avviato un iter burocratico, che prevede dettagliatamente tutte le fasi progettuali e i relativi controlli». Però, tra luglio e agosto del 2003, l'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo hanno "bocciato" 4 dei 5 lotti in cui si articola il progetto di massima della Corleone-Marineo, perché incompatibili con la salvaguardia della riserva naturale di Ficuzza. «Non c'è nulla di compromesso - replica Oliveri - perché nella redazione del progetto esecutivo si terrà doverosamente conto delle obiezioni dell'Azienda Foreste e della Soprintendenza, con le quali siamo continuamente in contatto». Ma, come osservano gli ambientalisti, prima di passare al progetto esecutivo, che comporterà una notevole spesa, non sarebbe stato meglio che l'Anas avesse modificato il progetto massima, tenendo conto delie obiezioni? «Intanto non è vero che si stanno spendendo un sacco di soldi - obietta il direttore dell'Anas - ma quelli necessari a redigere il progetto esecutivo. D'altra parte, se si vuole realizzare un'opera, bisogna prima progettarla. Saranno i progettisti a tenere conto dei rilievi fatti». Di più l'ing. Oliveri non dice. Gli ambientalisti, pterò, non mollano. E, come nella conferenza-stampa di ieri mattina, continuano ad attaccare un progetto che, con i suoi 11 viadotti, 12 cavalcavia, 2 ponti e 2 gallerie, devasterebbe l'oasi naturalistica. «Per accorciare di appena 8 minuti il percorso, l'Anas, incurante delle ragionevoli proposte avanzate dal Forum "Salviamo Ficuzza", da autorevoli esponenti del mondo accademico siciliano e da migliaia di cittadini, insiste nel portare avanti un progetto che assesterebbe un colpo micidiale non solo al paesaggio e al Bosco di Ficuzza, ma anche all'economia della zona», dicono.
La strada nella risreva di Ficuzza: l'Anas difende il progetto
Il direttore dell'Anas della Sicilia, l'ing. Salvatore Oliveri, ha criticato il sit-in organizzato dalle associazioni ambientaliste "Salviamo Ficuzza" a Palermo, davanti alla sede dell'Anas. Oliveri sostiene che il progetto della Corleone-Marineo non altera l'attuale percorso, se non in minima parte e in maniera delicata, e che una strada moderna e sicura consentirà di raggiungere meglio le bellezze naturali del bosco di Ficuzza. L'ing. Oliveri ha anche affermato che è stato avviato un iter burocratico per il progetto, che prevede dettagliatamente tutte le fasi progettuali e i relativi controlli.
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