Area chiusa per sicurezza Cade una trave di legno dal tetto della Villa dei Misteri. Però ci fosse stato Bondi ministro... Ci si indigna, tuona Napolitano, si stanziano soldi, interviene l'Europa, si mettono a punto progetti di recupero, si fanno lavori di manutenzione, si cambiano ministri, tecnici e responsabili. Ma i risultati sono sempre gli stessi. Disastrosi. Dal crollo sulla Via dell'Abbondanza della Schola Armaturarum (novembre 2010), che portò alle dimissioni di Sandro Bondi (certo non più colpevole di Lorenzo Ornaghi adesso), al cedimento di un muro di cinta di una domus senza nome della Regio V (aprile 2012), lo sfacelo di Pompei, tra intemperie, incuria e azione corrodente dei secoli, non si è più fermato. E nella notte tra venerdì e sabato, quando il sito era chiuso, è caduta una delle travi in legno di circa quattro metri (evidentemente marcia per le pio b:e), collocate durante una delle operazioni di restauro degli anni Settanta, che reggono il tetto in tegole di terracotta (non a rischio) del peristilio della Villa dei Misteri. Una magnifica villa suburbana, tra le più visitate degli scavi, destinata all'otium (in senso ciceroniano) vista mare: costruita sul pendio verso il litorale nel II secolo a.C., ristrutturata prima attorno al 60 a.C. e poi ancora nel I sec. d.C., riportata alla luce a partire dal 1906 (quando era chiamata ancora Villa Item, dal nome del proprietario del terreno) e celebre soprattutto per gli affreschi del triclinio raffiguranti riti misterici dionisiaci (su cui l'archeologo Gilles Sauron ha di recente scritto un importante volume pubblicato in Italia da Jaca Book). Per fortuna, come confermato anche da un sopralluogo condotto dai carabinieri e dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli dopo che l'area è stata interdetta al pubblico, non c'è stato alcun danno agli affreschi e alle decorazioni e, dato l'orario del crollo, nessun turista ha rischiato l'incolumità, ma la direttrice degli scavi, Grete Stefani, che ha assunto l'incarico da qualche giorno, ne ha approfittato per chiedere «più personale per questo splendido sito». Un sito che attira due milioni di visitatori all'anno, ma che nessun governo, a quanto pare, è in grado di salvaguardare.