Il crollo di una trave nella Villa dei Misteri di Pompei, per fortuna senza conseguenze, induce ad alcune considerazioni. Che dopo le dimissioni dell'allora ministro alla Cultura Sandro Bondi, i guai persistono nel sito archeologico, nonostante vari avvicendamenti ai vertici del Mibac. E' chiaro che la politica è inerme di fronte alla fragilità del nostro immenso patrimonio storico artistico. Si pensi al terremoto che distrusse L'Aquila, o a quello recente che ha reso impraticabile la Camera degli Sposi del Mantegna, uno certo dei luoghi simbolo nel mondo della cultura italiana, che oggi necessita di circa cinque milioni di euro per il restauro. Soldi che non ci sono e che il ministro Ornaghi crediamo debba impegnarsi a trovare poiché la chiusura parziale di Palazzo Ducale ha messo in ginocchio il turismo di Mantova. Detto per inciso forse incredibile ai non addetti ai lavori i Beni Culturali in Italia non sono assicurati. Ovviamente data l'ampiezza del patrimonio la copertura totale è impensabile, alcune soluzioni però ci sarebbero. I progetti da anni per insolenza e interessi di bottega giacciono inevasi sui tavoli dei tecnici. Un solo esempio: ogni anno vengono movimentate migliaia di opere appartenenti allo Stato, non c'è mostra in Italia e nel mondo che non esponga pezzi italiani. Ogni singola opera ovviamente viene assicurata ma con broker, compagnie assicurative e modalità diverse. Sarebbe sufficiente indire con la massima trasparenza una gara nazionale affinché un'assicurazione possa prendersi in affidamento tutto questo monte assicurativo, naturalmente guadagnando sui singoli premi. Questo permetterebbe allo Stato di chiedere in cambio gratuitamente la copertura assicurativa in caso di vandalismi o catastrofi naturali, perfino inagibilità dei siti, per alcuni dei beni considerati più a rischio o più importanti. A costo zero sarebbero garantiti i restauri nel caso di eventi straordinari. Non poco considerando che la Camera picta di Mantegna rischia di rimanere chiusa per i prossimi anni.