Fondazione mista, il ministro Ornaghi convoca Sangalli e Guzzetti. Domani primo incontro Nasce la fondazione Grande Brera. Una riforma in tre mosse: regia e patrimonio pubblico; investimenti del privato sociale; poteri fissati per statuto. Il governo accelera sul progetto di rinascita di Pinacoteca e Accademia. Il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ha convocato per domani il primo vertice ristretto sui restauri e le ipotesi di finanziamento. Al tavolo sono stati invitati i rappresentanti degli enti locali e i due probabili futuri «soci» nell'ente di controllo: il leader della Camera di commercio, Carlo Sangalli e il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. Entro l'anno i primi cantieri per il restyling del complesso museale. La Grande Brera supera le polemiche e si prepara ad entrare nella fondazione di partecipazione che dovrà pianificare il raddoppio della Pinacoteca, realizzare il polo museale di Palazzo Citterio e costruire il campus dell'Accademia nell'ex distretto militare di via Mascheroni. Il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ha convocato per domani il primo vertice ristretto sui progetti di restauro e le ipotesi di finanzia- Lorenzo Ornaghi Ministro per i Beni e le attività culturali Giuseppe Guzzetti Presidente della fondazione Cariplo mento. Riunione tecnico-politica. Al tavolo sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni (i soprintendenti, l'assessore comunale Stefano Boeri) e i due probabili futuri «soci» nell'ente di controllo: il leader della Camera di commercio, Carlo Sangalli, e il presidente di fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. All'ordine del giorno: analisi delle disponibilità economiche, approfondimenti sullo statuto, esame dei criteri d'ingresso nella struttura di comando. Imprese e banche si accomodano nel salotto culturale di Maria Teresa d'Austria e Napoleone, per rispolverarlo: «Obiettivo della Fondazione è la valorizzazione del tesoro di Brera». L'allarme lanciato al presidente Giorgio Napolitano da un gruppo di storici e intellettuali Carlo Ginzburg, Alberto Asor Rosa e Bruno Zanardi, tra gli altri, hanno paventato il rischio di una strisciante «privatizzazione» del museo non ha modificato i piani del governo. Il ministro Ornaghi ha sgomberato il campo dai sospetti («Privi di qualsiasi fondamento») e fissato i paletti: «Io sono lontano anni luce dalla mentalità antistatalista. La Fondazione per Brera avrà come modello la fondazione Biennale di Venezia e la fondazione del Museo egizio di Torino», cioè i casi in cui «la primaria del pubblico statale resta intatta a partire dalla nomina dei vertici». Una fondazione di partecipazione senza scopo di lucro. Tutto il patrimonio resterà di proprietà statale: non è prevista alcuna alienazione. Il consiglio di gestione allargato deciderà politiche, strategie, indirizzi, spese, modalità e canali di fund raising: il progetto, per decollare, deve trovare circa 130 milioni di euro. Primi e convinti sostenitori, Sangalli e Guzzetti, i massimi rappresentanti del privato sociale milanese, sono i partner privilegiati del governo in questa fase di riforma degli organismi di governance. Privati «illuminati», li ha definiti Ornaghi. Il presidente di Confcommercio e Camera di commercio è pronto a discutere il contributo delle sue imprese: «L'immenso patrimonio culturale italiano ha detto è una ricchezza unica che va valorizzata, sostenuta e comunicata con maggior forza. Da Brera può partire una scossa positiva che non deve preoccupare chi teme una "ritirata dello Stato"». Fondazione Cariplo, motore di quasi tutte le iniziative artistiche della città, sposa il progetto Ornaghi e inquadra l'obiettivo Expo: «La Fondazione ha sottolineato Guzzetti potrà finalmente risolvere un problema incancrenito da anni». La Grande Brera è un'operazione annunciata e rimandata fin dalla metà degli anni Settanta. Lo stanziamento Cipe del marzo scorso ha restituito impulso al processo di riqualificazione: 23 milioni di euro per la manutenzione urgente dei tetti, la ristrutturazione di Palazzo Citterio e la sistemazione preliminare della ex caserma di via Mascheroni. I direttori delle soprintendenze Caterina Bon Valsassina, Alberto Artioli e Sandrina Bandera stanno definendo i piani d'intervento con l'architetto Mario Bellini (vincitore del concorso ministeriale) e i funzionari di Regione, Comune, Demanio e Difesa. La gara per la messa in sicurezza dei coppi di Brera sarà pubblicata entro fine anno. C'è il progetto preliminare per Palazzo Citterio: sale per esporre le collezioni Jesi e Jucker della Pinacoteca, spazi per mostre temporanee al piano terra, un laboratorio fotografico, un centro di restauro, bar e guardaroba. E in fase avanzata anche lo studio sul «raddoppio» della Pinacoteca: sviluppo su due livelli, nuovo percorso di visita, bookshop, caffetteria e ristorante.