Residenti e negozianti preoccupati, il Comune: non abbiamo ancora preso decisioni TUTTI contro la corsia ciclabile. Gli amministratori di condominio, perché imporrebbe lo spostamento dei dehors dei locali contro la parete dei palazzi. I (pochi) residenti, stanchi dei ciclisti che sfrecciano sotto casa, che temono l'invasione. Ma soprattutto i gestori dei negozi, primi fra tutti ristoratori e baristi, che non hanno intenzione di spostare sedie e tavolini per fare posto alle due ruote. «Il Comune ci ha presentato un progetto inaccettabile, ogni volta che guardo la mappa che ci hanno consegnato mi chiedo come sia possibile un'idea simile dice Giuseppe Gissi, presidente dell'associazione dei negozianti di via Dante e vice presidente di Epam Unione del Commercio -Abbiamo raccolto 33 firme di associati, altre le raccoglieremo nei prossimi giorni. Entro la fine della settimana le consegneremo a Palazzo Marino». I baristi non vogliono la ciclabile perché, secondo lo schizzo presentato dal Comune, la corsia sarebbe tracciata vicino al centro della carreggiata e li costringerebbe a mettere i dehors a ridosso delle vetrine «con il conseguente calo del numero di clienti, che oggi possono passare alla destra o alla sinistra dei tavolini spiega Fabrizio Ferretti, dietro il banco del Caffè Dante - Per noi che abbiamo spese folli sarebbe una condanna». Epam fa i conti: 10mila euro al mese di affitto medio, 20mila euro l'anno di tassa sul plateatico. I negozi che si trovano fra un bar e l'altro (camiciai, profumerie, abbigliamento) temono di rimanere "incastrati" fra i dehors, risultando poco visibili. Il Comune, che con i commercianti ha avuto due incontri, cerca di calmare gli animi: «Nulla è deciso, né la posizione della corsia né i tempi dell'intervento - spiegano all'assessorato alla Mobilità - ma il collegamento ciclabile fra piazza Duomo largo Cairoli va fatto, attraverso via Dante o un'altra strada». L'ipotesi di una corsia protetta da cordoli è stata bocciata dalla Soprintendenza. E l'eventualità di tracciare la ciclabile a filo con i palazzi è stata scartata perché pericolosa per i pedoni. «Dicano la verità - dice Gissi - Hanno già deciso di fare la corsia sulla carreggiata in posizione semi-centrale, facendoci spostare i tavolini. Noi diciamo: si lasci tutto come è oggi, con pedoni e ciclisti che convivono. Via Dante è larga 22 metri, ci stiamo tutti».