«NON abbiamo leggi contro il cattivo gusto, forse perché in una democrazia la maggior parte di quelli che fanno le leggi non riconosce il cattivo gusto quando lo vede, o forse perché nella nostra democrazia il cattivo gusto è stato convertito in un bene di consumo» (William Faulkner). In Piazza Colonna, un luogo estetico di squisita fattura è costituito, com'è noto, dalla Chiesa di San Bartolomeo de' Bergamaschi, con facciata risalente al secolo decimo ottavo. Facciata oggi sottoposta a provvido restauro, ai cui costi ha magnanimamente contribuito un'ancor più nota casa automobilistica tedesca. La quale ha posto al centro d'una tela che cala sulla facciata, riproducendola per sommi capi, una sorta d'enorme quadro dal violento impatto visivo per chi sosti nella piazza. Il quadro non raffigura un qualsivoglia soggetto religioso bensì riporta uno slogan a caratteri cubitali che caldeggia, a devoti ed a senza dio, l'acquisto d'una belva sbuffante della suddetta casa automobilistica. Sopra il «quadro», a fastigio della tela, la croce. Superflua ogni chiosa: eccettuata quella riferibile ad un gusto guasto, figliastro alla sguaiataggine, che ammorba i nostri tempi grami.
Il restauro di San Bartolomeo de' Bergamaschi. Pubblicità di cattivo gusto sulla facciata della chiesa
NON abbiamo leggi contro il cattivo gusto, forse perché in una democrazia la maggior parte di quelli che fanno le leggi non riconosce il cattivo gusto quando lo vede, o forse perché nella nostra democrazia il cattivo gusto è stato convertito in un bene di consumo (William Faulkner). In Piazza Colonna, un luogo estetico di squisita fattura è costituito, com'è noto, dalla Chiesa di San Bartolomeo de' Bergamaschi, con facciata risalente al secolo decimo ottavo. Facciata oggi sottoposta a provvido restauro, ai cui costi ha magnanimamente contribuito un'ancor più nota casa automobilistica tedesca. La quale ha posto al centro d'una tela che cala sulla facciata, riproducendola per sommi capi, una sorta d'enorme quadro dal violento impatto visivo per chi sosti nella piazza. Il quadro non raffigura un qualsivoglia soggetto religioso bensì riporta uno slogan a caratteri cubitali che caldeggia, a devoti ed a senza dio, l'acquisto d'una belva sbuffante della suddetta casa automobilistica. Sopra il quadro, a fastigio della tela, la croce. Superflua ogni chiosa: eccettuata quella riferibile ad un gusto guasto, figliastro alla sguaiataggine, che ammorba i nostri tempi grami.
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