Circa tre mesi e mezzo fa, la voluta di uno di uno dei capitelli ionici che sorreggono l'architrave del portale d'ingresso all'anfiteatro romano si sgretolò e percipitò all'interno della struttura imperiale risalente al II secolo dopo Cristo. Il portale è un falso storico, ed era già stato restaurato per una profonda fenditura su una colonna. La riparazione (visto che non si parla di restauro) aveva bisogno di un impegno di spesa minimo (1.400 euro). Ma la Regione (e dunque la sovrintendenza) non ha soldi e, quindi, l'anfiteatro romano di Catania (il terzo per grandezza, dopo il Colosseo e l'Arena di Verona) è diventato l'emblema dello stato di disastro dei beni culturali in Sicilia. Quando il nostro giornale denunciò la vicenda, l'assessore regionale Amleto Trigilio si impegnò a garantire l'intervento in tempi brevissimi. E così è stato, con i lavori di messa in sicurezza, eseguiti da un restauratore messo a disposizione da una ditta privata, iniziati giorno 30 agosto e conclusisi giovedì scorso. 09092012