Fare squadra con i Comuni limitrofi e realizzare un «itinerario turistico della zona sud della provincia di Siracusa». È la proposta del presidente della Pro loco, Peppino Corsico, per far sì che Avola non sia più la città satellite contraddistinta da un turismo mordi e fuggi. E per garantire una fruizione corretta dei suoi monumenti e i siti archeologici oggi fuori dai circuiti turistici. Il viaggio di Peppino Corsico è alla scoperta di una Avola nascosta e spesso negata alla fruizione da parte dei visitatori. Il Dolmen, i resti della Villa romana, il Palmento e frantoio di via Villafranca sono solo alcuni dei siti di interesse architettonico e archeologico che vengono poco valorizzati o non riconosciuti come tali. «Del Dolmen Ciancio, ad esempio - spiega Corsico - la Soprintendenza non ha mai accertato le origini storiche di quello che, da sempre, viene definito uno "pseudo" monumento funebre scoperto nel 1961 dall'erudito locale, Salvatore Ciancio. Un dato di fatto che non ha, di conseguenza, mai consentito il decollo di un sito archeologico ricco di storia». Il presidente della Pro Loco evidenzia anche la scarsa valorizzazione dei resti della Villa romana e del Palmento e frantoio Midolo, denominato al momento dell'inaugurazione il «Museo delle radici». «Quest'ultimo non viene aperto al pubblico per carenza di personale. E dei resti della Villa romana non disponiamo, invece, delle chiavi - lamenta -. Ciò non ci consente di farli visitare ai turisti. Eppure si tratta di un museo che è un piccolo gioiello e di una villa che andrebbe affiancata alla sua "sorella maggiore": la villa del Tellaro di Noto». Esistono, poi, molti altri siti che non vengono nemmeno menzionati o associati ad Avola. «Le case-grotta di Avola antica: grotte scavate nella roccia che furono abitazioni e centri di commercio abitate dai nostri antenati. Le caverne sono inserite in uno splendido scenario contornato da muri a secco, costruiti per la determinazione dei confini e per separare i diversi ambienti all'interno delle grotte in quanto abitazioni promiscue. Si tratta - precisa Corsico - dell'unica, autentica opportunità di conoscere quella che era la tecnica costruttiva delle case di allora, scavate nella roccia, con un solo elemento costruito nell'arco d'ingresso». Sempre ad Avola antica vi sono delle necropoli sicule, «risalenti, come afferma Paolo Orsi, al IX e X secolo a. C. », puntualizza Corsico. Ma ci sono anche altre strutture e monumenti degni di nota. «Come la rotonda sul mare. Una struttura architettonica senza eguali - prosegue il presidente -. O le storiche Torrette del Lungomare». Vi sono poi numerosissimi palazzi storici. «Come il Palazzo Sirugo, il Palazzo Guttadauro, o il Palazzo Modica. Per elencarne solo alcuni. Risalenti tutti alla prima metà del '700». Per non parlare, infine, delle chiese e delle piazze. «Ognuna di queste ha la sua storia, che andrebbe raccontata. Andrebbe conosciuta», commenta Peppino Corsico. Ultimo, non in ordine di importanza, il Teatro Garibaldi, restaurato di recente. Emanuela Tralongo 09092012