In piazza Matilde di Canossa c'è la settecentesca chiesa del terremoto. Ma gli organizzatori del Festivaletteratura, spiega la storica animatrice Marzia Corraini, ne hanno capito il significato vocazionale solo a maggio scorso: quando, convinti come gli altri mantovani che la zona fosse tetragona al sisma, si sono invece trovati a ballare. Stavano mettendo a punto questa XVI edizione del festival, il programma era quasi completo ed era in corso la solita valutazione dei luoghi della città da coinvolgere: perché il Festival è nato con l'idea di contaminare «tutta la città e quindi di anno in anno cambia itinerari, perde un sito, ne acquista un altro, sia un luogo storico, sia un appartato chiostro privato. Com'è, alla fine, in questi giorni, a 4 mesi dal terremoto, con il temporaneo addio alla chiesa di San Maurizio e l'accesso invece al giardino del bed and breakfast, di faccia al palazzo Ducale, di cui il proprietario, conte di Castiglione, ha aperto i cancelli. Marzia Corraini giura che a loro, padri e madri di questa festa, non è balenato neppure per un attimo il pensiero di cancellare questa edizione. Né, come è successo invece per altri appuntamenti nel centro-Nord a inizio estate, sono arrivate spaventate defezioni di vip stranieri, confusi sulle geografie del nostro Settentrione. La città ha i suoi siti d'arte lesionati («ma viene il dubbio che abbia contribuito l'incuria, con i mancati restauri, degli anni passati» dice la nostra interlocutrice), come il palazzo della Ragione, e i luoghi meno praticabili, come piazza delle Erbe e piazza della Concordia. In cambio il Festival occupa al cento per cento piazza Sordello e si è allargato all'Archivio di Stato e a Palazzo Te. Il terremoto lascia il suo segno in altra sede: sulla copertina di guida, mappa e Cento Autori, dove Emiliano Ponzi, già due volte vincitore negli Usa del premio dell'Associazione degli Illustratori, ha disegnato lo storico Campanile che ha perso la sua lanterna, emblema del sisma qui, con un palloncino rosso che gli viene in soccorso... Cosa rappresenta? Ma il Festival, certo: lustro culturale a parte, stando al monitoraggio che la Bocconi effettua da anni, Festivaletteratura moltiplica, a favore dei mantovani, per dieci ogni euro speso. Per un milione e quattrocentomila euro di costi di questa edizione, la città ne avrà in cambio 14 milioni. Come ci si riesce? E come si riesce, soprattutto, a mettere su un'iniziativa di questa complessità al costo del bonus annuo di un qualunque banchiere incompetente? Il comitato direttivo continua a lavorare «free", e così i 700 volontari. In cambio quest'anno porte più aperte che mai ai visitatori tra i 18 e i 30 anni: campeggio a 15 euro a posto tenda per tutti i cinque giorni, mensa a prezzi popolari, biglietti scontati. Alla crisi il Festival risponde così.