E fra tutti i grandi guai, ce n'è un altro. Miramare rischia davvero di perdere i 600 mila euro della Regione destinati a sanare il pasticciaccio senza fine dei colibrì sotto sequestro. Che fra l'altro consumano acqua a volontà: dal marzo 2011 a metà luglio 2012 il contatore ha segnato 3792 metri cubi. Senza dire di luce e gas. Spese che la Soprintendenza non si è accollata. I 600 mila euro, se fallisse il progetto-colibrì, andrebbero tutti al risanamento del parco. La somma era stata destinata a restaurare casette in disuso nel parco per trasferire gli uccellini superstiti, o in alternativa erano da girare ad altri progetti di manutenzione, nel caso si fosse dimostrato impossibile attivare un progetto di gestione finanziariamente sostenibile per un nuovo Centro faunistico. La "bagarre" scatenata dai colibrì era stata veramente inaudita. L'impegnativo accordo era stato siglato dall'assessore regionale Sandra Savino e dal direttore regionale dei Beni culturali Giangiacomo Martines, che aveva avocato la contestata pratica. Il testo (al comma 2 dell'articolo 6) indicava precise date di scadenza. Per il progetto: 15 giugno 2012. Per il piano di gestione: 15 agosto. I termini sono tutti scaduti, la Regione non ha avuto riscontro, la Direzione regionale ha ricevuto una lettera di avvertimento: se non verranno comunicati i progetti, i 600 mila euro corrono il rischio di essere distolti dallo stanziamento, di "andare in economia", cioè di rientrare nelle casse regionali. Martines, afferma la Regione, ha risposto alla fine di agosto chiedendo "lo scivolamento dei termini". Ma servono almeno due mesi per l'effettiva erogazione, dopo che siano arrivati i documenti. E se le risorse non vengono "girate" entro la fine dell'anno, sono perse automaticamente. Ieri Martines era irraggiungibile. Savino osserva: «La Regione ha fatto la sua parte, le risorse a bilancio ci sono, ma serve un progetto, e questo non compete alla Regione».