Donato l'archivio di Graziella Lonardi Buontempo: 100mila documenti e 8mila libri L'avanguardia di ieri sposa l'avanguardia di oggi e di domani. Da Roma a Roma, ed è difficile per varie ragioni sottrarsi a una certa emozione. L'intero archivio e la biblioteca degli Incontri Internazionali d'Arte, fondati nel 1970 nella nostra città da Graziella Lonardi Buontempo, entrano nella collezione del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo. E' un patrimonio di oltre 100.000 documenti e 8.000 libri che non è affatto esagerato definire di inestimabile valore e che è stato donato al Maxxi con lungimirante generosità da Gabriella Buontempo, nipote della fondatrice degli Incontri, scomparsa per una curiosa coincidenza proprio nel 2010, l'anno di nascita del museo. Per il suo significato culturale e simbolico, Graziella Lonardi Buontempo sarebbe stata felice di questo passaggio di testimone che collega un recente prestigioso passato alle sfide del futuro. Il tesoro comprende fotografie d'autore, pubblicazioni e cataloghi, progetti, video e vari filmati, lettere, e documenti preziosissimi sull'attività della associazione divenuta per decenni officina e luogo privilegiato di riferimento dell'avanguardia italiana e internazionale. Per chi, per ragioni anagrafiche, non l'ha vissuta direttamente la storia degli Incontri rivive in un eccezionale fondo fotografico firmato in primo luogo da Massimo Piersanti, che ne è stato fedele e continuo testimone, e da alcuni tra i maggiori fotografi italiani, da Ugo Mulas a Elisabetta Catalano, da Claudio Abate a Fabrizio Ferri, da Giorgio Colombo a Nanda Lanfranco e Paolo Mussat Sartor. Chi, invece, ha avuto la fortuna di seguirne gli eventi potrà ritornare indietro in un tempo di straordinaria creatività e impegno. Con un tuffo al cuore, per esempio, è possibile rivedere Christo mentre impacchetta le Mura Aureliane nel '73 in occasione di Contemporanea, o gli altri ormai mitici protagonisti (da Warhol a Beuys e Rauschenberg) di questa mostra, considerata dalla critica internazionale una delle dieci più importanti del XX secolo e curata da Achille Bonito Oliva, mentre montano le loro opere nel parking di Villa Borghese (!) allestito da Piero Sartogo. Nè mancano nell'archivio i documenti e i progetti di Roma Interrotta, curata da Sartogo nel 1978 (sì, l'anno del delitto Moro, Ma Graziella Lonardi era capace di fare miracoli anche nelle condizioni più difficili...) che vide dodici celebri architetti (Dardi, Giurgola, Graves, Grumbach, Robert e Léon Krier, Portoghesi, Rowe, Aldo Rossi, Stirling, Venturi e lo stesso Sartogo) confrontarsi con la pianta di Roma del Nolli del 1748 e reinventare la città. Capace come nessuno di coinvolgere i più grandi artisti in iniziative visionarie e memorabili, Graziella Lonardi Buontempo ha lavorato anche con Richard Serra e Bob Wilson, Yannis Kounellis e Gino de Dominicis, Fabio Mauri e Alighiero Boetti, Luciano Fabro e il gruppo Fluxus, Gino Marotta ed Emilio Prini, critici come Argan, Bonito Oliva e Germano Celant, protagonisti della cultura italiana come Alberto Moravia (che fu presidente degli Incontri), Mino Monicelli, Furio Colombo, Carmelo Bene, Alberto Arbasino, Enzo Siciliano e Giuseppe Bertolucci. Tra le tante perle degli Incontri, è impossibile dimenticare, Vitalità del negativo (1970) e Identité Italienne (1981, al Beaubourg) o la retrospettiva su Anna Magnani al MoMa di New York. «Il valore di un'associazione culturale dipende dalla capacità di intervenire e dirigersi dove c'è più bisogno», sosteneva Graziella Lonardi Buontempo e, infatti, negli ultimi anni con grande coerenza si era impegnata per valorizzare i giovani italiani emergenti. Con intelligenza e generosità, Gabriella Buontempo ne tenuto viva per due anni la fiaccola. Adesso, arriva la donazione al Mazzi. Ma non è la fine di una Storia. Dev'essere, piuttosto, linfa per il futuro.