La sede di via Tasso sotto sfratto da cinque anni: ipotesi di trasloco in via Bronzetti. Ricco di documenti, sta soffocando. L'assessore Fornoni: situazione drammatica Tra i documenti che conserva c'è il foglio matricolare del giovane Angelo Roncalli futuro Papa Giovanni, e il testamento del capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, rogato al castello di Malpaga. Sono solo due esempi di un patrimonio tutto bergamasco, di cui la città si sta dimenticando. È l'Archivio di Stato, che da anni (precisamente dal 2000) vive con uno sfratto esecutivo nella sede di via Tasso, e rischia di finire sulla strada, mentre il ministero dei Beni culturali, da cui dipende, non trova una soluzione e le istituzioni cittadine sembrano disinteressate. Ora si profila una soluzione, ma lo scoglio è scuotere la burocrazia e l'indifferenza. «Nei mesi scorsi -dice Giovanni Liva, direttore "pro tempore"- abbiamo pubblicato un annuncio sui quotidiani locali, nei quali cercavamo qualcuno che ci desse locali in affitto. Ci siamo arrivati dopo che l'agenzia del Demanio aveva tassativamente escluso ogni possibilità di trovare spazi negli edifici di sua proprietà, caserme comprese, l'ipotesi che sembrava più probabile. A quel punto, ci siamo rivolti al mercato. Abbiamo avuto una decina di risposte, alla fine ne abbiamo prese in considerazione tre: una è l'attuale cinema Nuovo, il secondo un magazzino nell'area della ex Fervet vicino al mercato ortofrutticolo e il terzo il Centro progresso, un complesso in costruzione in via fratelli Bronzetti. Dopo un sopralluogo con un architetto del ministero abbiamo escluso il cinema per ragioni economiche, ma anche per un altro motivo: è privo di passo carraio, un dettaglio però che per noi è fondamentale. Quanto al magazzino nella ex Fervet ci è sembrato troppo buio e periferico. Nel frattempo, si è fatto avanti un altro candidato, la Reggiani, con un grande spazio ora dismesso della fabbrica: insieme all'edificio di via Bronzetti è rimasto l'unico in lizza, e su entrambi ho mandato una relazione a Roma». Ma l'orientamento del direttore è chiaro. «Lo spazio della ex Reggiani è luminoso -dice- ma fin troppo grande, e poi anche questo è fuori mano; inoltre, nonostante molti solleciti, non abbiamo avuto una risposta precisa sull'affitto richiesto. Questo ci sta facendo perdere tempo prezioso, anche perché l'altra offerta è interessante, e rischiamo di perderla se non diamo una risposta rapidamente». L'Archivio è con l'acqua alla gola. L'attuale sede di via Tasso dispone di circa 8.000 metri lineari di scaffalature, ne servirebbero il doppio. A Bergamo ci sono molti documenti di notevole importanza che sono depositati provvisoriamente in diversi magazzini, col rischio di deteriorarsi, andare persi, persino di incendiarsi. «Fondi come quello del tribunale, che sta in Sant'Agata, o dell'ex Catasto sono abbandonati o accatastati in vari depositi provvisori -aggiunge Liva-. Cosa ancora più grave, un sopralluogo dei vigili del fuoco ha accertato che i locali di via Tasso non sono in regola con le normative sulla sicurezza. Chiediamo la collaborazione anche delle amministrazioni locali: dopotutto conserviamo la memoria storica della città». La proprietà, gli Istituti educativi, non intende del resto pazientare all'infinito. «È chiaro che si deve trovare una soluzione consensuale -dice il presidente Renato Ravasio-, ma la proroga è scaduta da anni. Quindi abbiamo ribadito ancora una volta la nostra volontà di rientrare in possesso dei locali. Avevamo anche proposto un canone di favore, ma il sopralluogo dei vigili del fuoco parla chiaro: quegli spazi sono inadeguati, bisogna trovare un'altra soluzione». L'assessore ai Lavori pubblici Carlo Fornoni concorda che «la situazione di molti archivi pubblici è drammatica: ci sono fondi della biblioteca Mai lasciati da anni in una ex-chiesetta attigua, altri archivi comunali sono in via Canovine, poi ci sono gli archivi giudiziari. Stiamo cercando una sistemazione adatta, non è facile. Quanto all'Archivio di Stato, devo dire che non siamo stati contattati dal direttore, e quindi per ora non c'è nessuna iniziativa in cantiere. Se verremo contattati, si farà il possibile per risolvere il problema, ma non abbiamo soluzioni da proporre. Soldi non ci sono, l'unica possibilità sarebbe una permuta, ma attualmente non vedo spazi adatti».
[Bergamo] Archivio di Stato, c'è uno spiraglio
L'Archivio di Stato di Bergamo, che vive con uno sfratto esecutivo nella sede di via Tasso da cinque anni, sta cercando di trovare una soluzione per il suo trasferimento. Il direttore Giovanni Liva ha pubblicato un annuncio sui quotidiani locali per trovare locali in affitto e ha ricevuto tre proposte: il cinema Nuovo, un magazzino nella ex Fervet e il Centro progresso in via Bronzetti. Dopo un sopralluogo con un architetto, si è escluso il cinema per ragioni economiche e per la mancanza di passo carraio. Il magazzino nella ex Fervet è stato considerato troppo buio e periferico.
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