LA DELUSIONE DELLA CITTÀ "UN'OCCASIONE PERDUTA" IL SATIRO danzante vola a Londra e Palermo, con l'annullamento della mostra sui cento capolavori siciliani, perde un'occasione di rilancio per il turismo della città. Dagli imprenditori agli uomini di cultura, il coro è unanime e condanna lo «strappo» dell'opera, punta di diamante dell'esposizione che doveva tenersi all'Albergo delle Povere e che invece sarà ospitata al Royal Academy of Arts. «È l'ennesima debacle per l'amministrazione pubblica dei beni culturali denuncia il presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio Già a Ferragosto, i turisti hanno trovato i principali musei a mezzo servizio e le porte dell'Abatellis chiuse. Ora, salta anche un evento che poteva contribuire a destagionalizzare i flussi turistici perché programmato fino a gennaio». «Ci sono arrivate le lamentele di clienti dal-l'Italia e da tutto il mondo incalza Sebastiano De Luca, presidente regionale di Confindustria Sicilia è un danno economico e di immagine, che si aggiunge ai molti spettacoli pubblicizzati e poi annullati del Circuito del mito». Ma anche gli intellettuali sono allarmati. «Mi chiedo che fine faranno i 250 mila euro stanziati per la mostra se saranno spesi per la cultura oppure se andranno a finanziare una qualunque sagra del carciofo o della salsiccia in un paesino sperduto della Sicilia». Per Piazzese, la continua fuga delle opere del patrimonio siciliano all'estero crea un paradosso: è difficile vedere alcuni capolavori nell'Isola, perché prestati ad altri musei del mondo. «Mi è successo di ammirare a Bonn, al museo civico cittadino racconta lo scrittore una celebre natività di Caravaggio che avevo invano cercato al duomo di Messina. Sono stato fortunato a vedere in tempo il Giovinetto a Mozia ». Anche il presidente della Fondazione Sicilia Giovanni Puglisi boccia la scelta di cancellare la mega-esposizione. «I nostri amministratori cercano solo il consenso e non hanno le competenze per gestire i patrimoni artistici spiega Il Satiro è soltanto l'ultimo atto. Ma ci sono anche altri esempi eclatanti che non condivido come il tanto celebrato ritorno della Venere di Morgantina in Sicilia. Ad Aidone ha solo 50 mila visitatori all'anno ed è confinata in una stanzetta del Museo archeologico mentre al Getty Museum aveva un pubblico di 500 mila presenze». Si schiera contro «un turismo delle opere che alimenta soltanto un mercato dell'immagine dell'arte », l'artista Nicolò D'Alessandro, che nel 2006 fu chiamato dal direttore del Museo Mandralisca a fornire una consulenza sul trasferimento dell'Annunciazione di Antonello da Messina a Roma per l'allestimento nelle Scuderie del Quirinale: «Dissi che non poteva viaggiare perché si trovava in condizioni precarie racconta ma si scelse comunque di farla partire. La politica ha poco rispetto della voce della cultura. Lo stesso è accaduto per il satiro: lo si spedisce fuori dalla Sicilia con l'alibi della promozione dell'arte. Al Louvre, i turisti fanno la coda per vedere La Gioconda che rimane l'attrattiva del museo e non viene spostata altrove». E invece, russi e polacchi, che sempre più numerosi approdano in Sicilia e nel capoluogo, «cercano un'alternativa al turismo balneare e spesso non la trovano lamenta Dario Ferrante, direttore generale della Tour Plus, tour operator palermitano che porta nel capoluogo e nell'Isola circa 70 mila visitatori a stagione Manca una pianificazione dell'offerta di eventi culturali da parte del governo regionale. Se continua così, la Sicilia perderà appeal nei nuovi mercati emergenti dell'Est Europa». Tra gli esperti d'arte, c'è chi come Antonio Gerbino, direttore di Civita, che amministra i servizi della Gam, crede comunque nella possibilità di un riscatto della città. Tanto da promuovere un comitato per candidare Palermo come capitale europea della cultura per il 2019. «Anche senza un progetto piuttosto impegnativo come quello dell'ex assessore Missineo dice Palermo potrebbe farcela a patto che si valorizzino le opere d'arte nei siti dove si trovano e soprattutto si tengano aperti i musei tutto l'anno, comprese le festività».
SICILIA - Le reazioni di intellettuali e imprenditori del turismo. "Basta arte in prestito"
La mostra "La Delusione della Città" al Royal Academy of Arts di Londra e Palermo è stata annullata. Il presidente di Federalberghi Palermo, Nicola Farruggio, ha condannato la scelta, affermando che è un danno economico e di immagine per la città. Gli intellettuali e gli imprenditori hanno anche espresso la loro delusione. La mostra era stata programmata fino a gennaio e avrebbe contribuito a destagionalizzare i flussi turistici. Il presidente della Fondazione Sicilia, Giovanni Puglisi, ha boccia la scelta di cancellare la mostra. Altri esperti d'arte, come Nicolò D'Alessandro, hanno criticato il turismo delle opere d'arte che alimenta un mercato dell'immagine dell'arte.
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