Merola: "Parte la rivoluzione, ecco le nuove regole. Incentivi per chi si adegua" BOLOGNA è la città italiana con il maggior numero di dehors. Un record che, probabilmente, riguarda anche quelli abusivi: ben 100 su 603 non hanno infatti ricevuto alcuna autorizzazione da parte del Comune. Un amaro, e sorprendente, primato al quale la giunta Merola ha deciso di porre rimedio, con una robusta cura per i gestori dei locali a base di multe, accompagnate dalla rimozione immediata dei tavolini illegali. «C'è stata una caduta sul rispetto delle norme», ammette il sindaco Virginio Merola, mentre illustra le linee guida sui dehors a cui in futuro dovranno attenersi bar e ristoranti della città, i quali avranno poco più di un anno per adeguarsi. A partire dalla fine del 2013, infatti, le sette tipologie di gazebo saranno ridotte a tre, sia in centro che in periferia. Le uniche ammesse sono tavolini con ombrellone, rialzati o meno su pedane (anche parzialmente coperte). Al bando finiscono quei dehors chiusi, stile «casette» e gli ombrelloni con pubblicità esterne, come il logo di una bibita. Gli spazi esterni potranno essere usati fino all'una di notte. Rivoluzione anche sui materiali: il Comune ammetterà solo quelli di qualità. Sono norme, per usare le parole del primo cittadino, basate sul «forte impegno per la qualità urbana e su pesanti sanzioni per chi non rispetta le regole, facendo concorrenza sleale». Eliminato quel 16,5 di dehors abusivi dato emerso da un censimento dello stesso Comune la giunta è quindi pronta a varare, entro settembre, le nuove regole (che poi passeranno al vaglio del consiglio comunale). L'obiettivo è uniformare la babele di dehors che oggi ricopre il centro storico e metter fine, si spera, alle cicliche polemiche coi commercianti, che da tempo criticano la giungla di permessi e prescrizioni necessarie per installare sedie e tavolini. La bozza, presentata ieri anche alla Soprintendenza («c'è un'intesa di massima », ha detto il sindaco), trova d'accordo, non a caso, anche le associazioni di categoria. «E' una soluzione equilibrata e ragionevole commenta Enrico Postacchini dell'Ascom , la giunta ha recepito i nostri suggerimenti, per una volta le sinergie hanno funzionato». Quanto agli abusivi, «sono indifendibili, vuol dire che sono stati fatti pochi controlli» taglia corto il presidente dei commerciati. Anche l'iter per ottenere i permessi sarà semplificato, con tutte le pratiche gestite da un ufficio comunale e non più, come accade ora, dai singoli quartieri. Le autorizzazioni potranno durare fino a cinque anni (oggi vengono rinnovate ogni 12 mesi) e gli esercenti non dovranno più smontare i gazebo in inverno. Spariscono anche le deroghe introdotte con i T-Days. E nel gioco del do ut des, a chi installerà nuovi dehors Palazzo d'Accursio dimezzerà (per i primi due anni) la tassa per l'occupazione di suolo pubblico (Cosap), ma renderà obbligatorio il wi-fi nei gazebo. Stop, infine, anche all'aria condizionata, con il via libera solo per gli impianti di riscaldamento a risparmio energetico.
BOLOGNA - Cento dehors abusivi verranno multati e rimossi
La giunta di Virginio Merola ha deciso di porre rimedio alla "ciclica polemica" sui dehors a Bologna, con nuove regole per i bar e ristoranti. A partire dal 2013, le sette tipologie di gazebo saranno ridotte a tre, con limitazioni sui materiali e sui tempi di installazione. Il Comune ammetterà solo quelli di qualità e gli spazi esterni potranno essere usati fino all'una di notte. Le sanzioni per chi non rispetta le regole saranno pesanti, con multe e rimozione immediata dei tavolini illegali. L'obiettivo è uniformare la babele di dehors che ricopre il centro storico e metter fine alle polemiche coi commercianti.
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