L'assessore: «Il progetto non risolve i problemi Serve invece un forte investimento pubblico». La torre di Pierre Cardin potrà essere utile per Marghera ma non è certo la soluzione dei problemi dell'intera area portuale e industriale. E il dibattito che si è creato è pacchiano. Lo dice l'assessore Gianfranco Bettin, intervenuto con una disamina storica della situazione di Porto Marghera ad un incontro al cinema Aurora, collaterale alla Mostra del Cinema. Ha citato Tolkien: siamo in una terra di mezzo inquinata, bisognerebbe intervenire con maggior consapevolezza. L'occasione per parlare di Marghera è data dalla presentazione del neonato Green Drop Award per il film con le maggiori caratteristiche di stampo ecologico. La proiezione della pellicola "Una lepre con la faccia da bambina" dedicata alla tragedia di Seveso, porta presto l'argomento, data la presenza anche dello scrittore esperto in materia e già consulente di Casson nella vicenda Petrolchimico, Paolo Rabitti, sulle problematiche del territorio di Marghera e sulle questioni area portuale e torre Cardin. «Il dibattito sulla Torre Cardin», ha detto Bettin, «mi appare come una serie di pacchianate ed esagerazioni. La torre non è certo la soluzione dei problemi di Marghera, ma nemmeno quel male totale che altri dicono. L'area investita dal progetto Cardin è di 19 ettari, rispetto ai 1600 dell'area industriale di Porto Marghera, ed oltretutto non rientra nemmeno negli spazi investiti dal previsto Pat. Quello che servirebbe, invece, è un forte investimento pubblico, la consapevolezza di quello che si intende fare e una maggiore sorveglianza sulle aree nelle quali si prevede la conversione». «Marghera», ha aggiunto con una nota storica Paolo Rabitti, «fin dalla nascita industriale de1 1917 è stata sede di una continua immensa speculazione». Gianfranco Bettin è assessore all'Ambiente nella giunta guidata da Giorgio Orsoni.