Le polveri corrodono il marmo e attirano i gas nocivi. A rischio pure il Colosseo. Il nuovo soprintendente ai Beni artistici Maurizio Galletti: i restauri del Giubileo sono già da rifare L'INQUINAMENTO non è un problema solo per la salute dei romani. A soffrirne sono anche monumenti, chiese e gli innumerevoli reperti della storia cittadina. Un esempio? Alcuni dei più importanti edifici restaurati per il Giubileo sarebbero già da ripulire. Nell'elenco ci sono San Carlo alle Quattro Fontane, Sant'Andrea della Valle e persino San Pietro. A sostenerlo è il nuovo soprintendente ai Beni Artistici, Maurizio Galletti. LO SMOG di fatto «aggrava situazioni di per sé precarie». A incidere non sono solo le polveri sottili, ma anche quelle più consistenti, che si attaccano ai monumenti e attraggono cosi gli altri inquinanti, permettendo loro di penetrare in profondità. Roma, come tante altre città, è poi toccata dalle piogge acide, che però sono in parte mitigate dall'alta concentrazione di carbonati di calcio nell'aria capitolina. Guidobaldi (CNR): Gas velenosi all'attacco. «Sporcano l'aria e anche i monumenti» Piero Macchioni SMOG, malattie respiratorie e non solo. Anche i monumenti soffrono, assediati come sono da polveri (sottili e non), anidride carbonica, ossidi di azoto e piogge acide. A raccontare quali siano i nemici dei monumenti è il professor Federico Guidobaldi, responsabile dell'Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali del Cnr di Roma. Illustra l'esperto: «Sulle superfici marmoree influiscono tre tipi di inquinanti. L'anidride solforosa e gli ossidi di azoto diventano acidi con l'umidità e possono attaccare marmo ed elementi calcarei. L'anidride carbonica, spesso sottovalutata, in grandi quantità diventa incisiva. Infine ci sono le polveri, non solo quelle sottili, che si fissano sui monumenti dando vita a un fastidioso effetto visivo e veicolano anche gli altri gas dannosi. Una volta avviati i processi di alterazione questi possono penetrare in profondità, soprattutto in parti riparate dalla pioggia: penso a un cornicione o sotto il braccio di una statua». Poi c'è l'elemento acido, legato alle precipitazioni: «In questi anni -continua Guidobaldi- è aumentata l'acidità della pioggia, ma c'è da dire che a Roma questa acidità è attutita dalle molte polveri di carbonato di calcio derivanti dalle cave di travertino e dalle rocce calcaree. In Svezia, che tutti immaginiamo pulitissima, la pioggia è molto più acida per via degli scarichi delle industrie tedesche». L'esperto del Cnr tende poi a confutare tutte quelle teorie allarmistiche che parlano di 2 millimetri di corrosione annua: la spiegazione sarebbe anche nelle iscrizioni della piramide Cestia, ancora ben visibili e oggetto di uno studio tempo fa. E poi aggiunge: «Bisogna riconoscere che il travertino, quello della Roma barocca ma anche del Colosseo, ha una buona resistenza agli attacchi degli agenti inquinanti. Il semplice marmo invece resiste un po' meno». Lo smog uccide pure Marco Aurelio Simona Caporilli Gli agenti inquinanti non hanno effetti negativi solo sull'uomo. Statue e palazzi soffrono. Il soprintendente Galletti lancia l'allarme: «I restauri del Giubileo 2000? Già tutti da rifare» SAN Carlo alle Quattro Fontane, San Pietro, Sant'Andrea della Valle. Sono solo alcuni dei monumenti che -sebbene restaurati nei 2000- hanno bisogno di un nuovo intervento danneggiati, come sono stati, dallo smog. A dirlo è il soprintendente ai Beni Artistici Maurizio Galletti, stanziato da qualche setti-mana negli uffici del Complesso di San Michele. Le polveri sottili e gli altri agenti inquinanti continuano a far danni su marmi e facciate di chiese. Recenti studi hanno dimostrato che in prossimità del Colosseo, ad esempio, le polveri registrano picchi di 150 microgrammi per metro cubo d'aria e il biossido d'azoto (NO2) sfiora i 130 microgrammi. Soprintendente Galletti, alcuni esempi di monumenti danneggiati irrimediabilmente dallo smog? «Se ne possono fare due o tre emblematici. Doveroso il riferimento al restauro delle facciate delle chiese di Roma, effettuato in occasione del Giubileo 2000: San Carlo alle Quattro Fontane e le fontane dei quattro fiumi. Stiamo parlando si una zone dove il traffico è intenso. Ma Sant'Andrea della Valle non è da meno. Il problema in quel quartiere è anche il via vai ininterrotto di mezzi pubblici in via XX Settembre». Monumenti anneriti dallo smog? «Lo smog aggrava situazioni, di per sé precarie. Il bronzo delle statue del Vittoriano è colato sulla scalinata a causa della pioggia ma per lo smog le stesse statue sono annerite: così stanno i fatti per i monumenti architettonici. Dall'altra parte, se si sconfina nell'archeologia, un esempio per tutti può essere fornito dal Colosseo» Chiese e complessi architettonici. Sebbene restaurati nei 2000 avrebbero bisogno di nuovi interventi? «Tutti i monumenti che ho elencato avrebbero bisogno di un restauro. Ma è proprio l'insieme di fumi e polveri a rendere più complesso e oneroso il restauro, nonostante tutte le attenzioni che, attualmente, vengono messe in moto». Ad esempio? «Accorgimenti. Come Ztl, targhe alterne, chiusure del traffico. Ma sono solo accorgimenti». Una soluzione? «La bacchetta magica, per far sparire di un colpo le automobili della Capitale». Monumenti anneriti e restauri onerosi... «I restauri in questi casi divengono delle vere e proprie operazioni di chirurgia "superficiale". Per questo ricorriamo a "mali utili" come la pubblicità sui monumenti: per alcuni mesi perdiamo le immagini dei monumenti -non sono decisioni che si prendono a cuor leggero- e si montano sulla facciata messaggi pubblicitari, per lavare via quel color fumo di Londra che nasconde il travertino». Quanto verrebbe a costare il restauro della facciata di Sant'Andrea della Valle? «Tenendoci stretti... una cifra pari a 500 mila euro». Quattro vittime eccellenti TEMPIO DI MINERVA MEDICA Il complesso archeo-logico di via Giolitti, ninfeo degli Horti Liciniani, è compresso tra i binari in accesso a Termini e quelli della Roma-Pantano. Lì raccoglie tutte le polveri, sottili e non, provenienti dal traffico ferroviario e veicolare. È in corso un progetto di riqualificazione. ANFITEATRO FLAVIO Solo un anno fa su via dei Fori Imperiali venivano registrati picchi di polveri superiori ai 150 microgrammi per metro cubo d'aria. Alte anche le concentrazioni di biossido d'azoto (NO2) e biossido di zolfo (SO2). Questi i «vicini di casa» del monumento più famoso del mondo. SANT'ANDREA DELLA VALLE La chiesa resa immortale dalla «Tosca», appena restaurata ai tempi del Giubileo, è già da ritoccare perché offesa dal nero dello smog di corso Vittorio Emanuele II. Una stima approssimativa parla di una nuova spesa per oltre 500 mila euro. La facciata ora è «bicolore». L'ALTARE DELL PATRIA In pieno centro storico il bianco Vittoriano assorbe ogni giorno gli scarichi delle marmitte di auto e moto. Poco fanno la chiusura della Ztl e la pedonalizzazione domenicale dei Fori, che non risparmia la rotonda di piazza Venezia dal consistente traffico. Nemici della storia Ossidi di azoto (NOx). Trovano un alleato nell'acqua, che svolge una funzione fisica e chimica alterando le superfici e creando le visibili croste nere Anidride carbonica (C02). L'impatto di questo agente è spesso sottovalutato. Eppure l'anidride carbonica in grandi quantità ha pesanti effetti corrosivi Ossidi di Zolfo (SOx). La presenza di Zolfo genera anidride solforosa (SO2), che a contatto con l'ossigeno diventa anidride solforica (S03) creando micro-cristalli di gesso che finiscono per inglobare tutte le particelle solide dell'aria. Questo porta a un lente degrado della superficie. Polveri. Il particolato viene emesso direttamente da mezzi e macchinari a combustione, oppure indirettamente attraverso la condensazione di micro-gocce di gas inquinanti. Trasportato da vento e pioggia finisce per attaccare i monumenti. Catalizzano gli altri inquinanti. Pioggia Acida. A Roma l'acidità è attutita dalle molte polveri di carbonato di calcio provenienti dalle cave di travertino e dalle rocce calcaree.
Il Tempo
19 Febbraio 2005
Monumenti e smog, allarme rosso
MA
Macchioni
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