Con l'introduzione del biglietto presenze crollate. II nuovo presidente dovrà lavorare in sinergia coni privati, soprattutto Genus Bononiae. Razionalizzare, riorganizzare e, soprattutto, risparmiare. Il drastico calo delle risorse impone alla giunta di accelerare i1 processo di restyling del sistema musei. E l'istituzione musei civici (in tutto 8 sale espositive) e la Gam (quella che comprende Mambo, Museo e Casa Morandi e il Museo di Ustica) diventeranno entro l'anno un'istituzione unica, con un solo cda, un proprio regolamento e un bilancio unitario. Anche se da Palazzo d'Accursio assicurano che non è l'austerity a imporre questo cambio di rotta, la nuova regolamentazione dovrebbe comunque comportare una contrazione della spesa. La divisione di Mambo e Civici in due diverse realtà entrambi facenti capo al Comune è sempre apparsa, in effetti, come un'anomalia che le precedenti amministrazioni avevano dichiarato di voler sanare. Ma qualcosa deve essere andato storto. Di sicuro non è un dato positivo la riduzione delle presenze nei musei scattata da marzo 2011, ovvero da quando è venuta meno la gratuità. Da allora Civici e Mambo hanno accusato un terzo in meno di affluenze. Una caduta vertiginosa che vede picchi al ribasso oltre il 50 per cento nei mesi estivi e che prosegue inesorabile in questi primi sette mesi del 2012. Dall'altro canto, però, i biglietti a pagamento hanno garantito qualche introito in più rispetto al magro bilancio pubblico. «La semplificazione delle strutture rilanciano dall'assessorato alla Cultura permetterà anche di mettere in piedi politiche più efficaci per attirare pubblico. Soprattutto da fuori Bologna». Nessun risparmio, invece, deriverà dallo scioglimento dei due cda, visto che ogni carica è intesa a titolo gratuito. Attualmente, l'unico presidente in carica è Lorenzo Sassoli de Bianchi, alla guida della Gam (Andrea Buzzoni, presidente dell'istituzione musei si è dimesso a primavera senza mai essere rimpiazzato). E non è detto che vorrà sobbarcarsi l'onere di gestire un'istituzione di fatto raddoppiata e che, secondo le intenzioni, dovrà lavorare anche in sinergia con i musei privati, Genus Bononiae soprattutto, universitari e, eventualmente, quelli della Città Metropolitana che dovrebbe costituirsi nel 2014. L'iter, però, è ancora lungo, anche se dovrebbe concludersi entro l'anno prima dell'approvazione del bilancio 2013. La giunta sottoporrà dunque il piano di «unificazione» al consiglio comunale, poi partirà una serie di consultazioni e valutazioni che si preannunciano piuttosto complesse. Intanto, sono i musei privati ad avere la meglio. Le sale di Genus Bononiae, Palazzo Fava e Palazzo Pepoli infatti, secondo i dati forniti, registrano nel mese di agosto 5.000 presenze con un 70 per cento di bolognesi.