Il ritiro dei ghiacciai ha portato alla luce corpi e armi del conflitto di inizio Novecento. Gli scontri sui monti porteranno oggi alla fratellanza? In una quarantina di chilometri appena, la Val di Sole racchiude quello che altrove è disperso e distante. Un fiume impetuoso come il Noce che si lascia cavalcare dalle canoe e dal rafting. Una completezza geologica che assomma le rocce sedimentarie del gruppo di Brenta, alle metamorfiche dell'Orties, ai graniti dell'Adamello. Due parchi naturali, lo Stelvio e l'Adamello-Brenta, dove ora scorrazza qualche orso con i suoi cuccioli. E poi il ghiaccio perenne, i laghi sospesi, le rinnovate terme di Pejo e Rabbi, musei e castelli, qualche gioiellino artistico come la slanciata chiesa gotica di Pellizzano, con la mano inconfondibile dei Baschenis, pittori itineranti di Averaria. Una valle baciata dal sole, verrebbe da dire, per la sua esposizione dall' est (verso la val di Non che la collega all'Adige) ad ovest, dove svalica sotto i ghiacciai della Presena fino in Lombardia. Invece no, l'annosa e discussa questione etimologica ha prodotto come unica certezza il fatto che l'astro luminoso (a parte qualche conveniente forzatura di marketing) non influisce per nulla sul nome con cui la parte alta dell'Anaunia è stata battezzata peraltro recentemente. Qualche storico locale propende per un toponimo legati al sale, oppure all'acqua, oppure alla valle di Solda. Poco importa ai solandri, che grazie al territorio così solare possono office attività varie e complete, in grado di sollecitare il movimento degli anziani lungo il fondo valle, l'adrenalina dei giovani che si tuffano m gommone nelle rapide del Noce, le sospensioni dei bikers austriaci, olandesi e tedeschi che piombano qui dai sentieri dell'Alto Adige, scollinano al passaggio di Madonna di Campiglio per approdare sulle rive ristoratrici del lago di Garda. «E il vero boom degli ultimi anni il passaggio dei turisti in rampichino - dicono i gestori del rifugio Lago Corvo in val di Rabbi - sostano in questo e in altri rifugi come tappe d'alta quota e ci consentono così di prolungare la stagione estiva». Eppure, a parte gli sport di nicchia che hanno guadagnato i mondiali di canoa, la principale dimensione nazionale e internazionale della val di Sole è costituita dalla straordinaria documentazione a cielo aperto della Grande Guerra. Il fronte dallo Stelvio al Tonale che vide contrapposti per lunghi inverni italiani ed austriaci ha conservato nel gelo le testimonianze degli accampamenti e della stentata vita quotidiana. Reperti ritrovati dalle famiglie o scavati dai locali cosiddetti "recuperanti" sono ora raccolti e custoditi nel museo di Pejo intitolato significativamente «1914-1918 - La guerra sulla porta», ma si svelano ancora oggi a fine estate al ritiro dei ghiacciai, particolarmente forte quest'anno. Risale ad appena quindici giorni fa l'ultimo eccezionale recupero: oltre 200 granate dal peso di una decina di chili sono affiorate dal ghiacciaio del Nardis, gruppo della Presanella, e recuperate dalla Guardia di Finanza. Tutte le creste della Val di Sole conservano ancora ampie tracce degli avamposti scavati nel ghiaccio a 3 mila metri di quota. In particolare Punta San Matteo, sulle cui pendici furono ritrovati tre anni fa i corpi di due soldati Kaiserschutzen, fu un presidio di trincee collegato con gallerie nell'estate del 1917 dagli austroungarici e poi conquistato dagli italiani a metà agosto del 1918. Riconquistata la cima dagli austriaci, i13 settembre si consumò in vetta una battaglia disperata con le granate che provocarono valanghe di ghiaccio e resero difficile trasferire a valle molti prigionieri e feriti: alcuni rimasero per sempre lassù. L altro centro nevralgico, da qualche anno all'attenzione dei glaciologi e dei conservatori del Museo trentino, è Punta Linke, vicino al rifugio Vioz (il più alto e ardito del Trentino), con un ampio sistema di accampamenti e un doppio impianto teleferico. «L'ottimo stato di conservazione rende questi siti d'interesse mondiale e la nostra politica culturale mira a dare un respiro europeo a quest'operazione di memoria. Vogliamo trasformare questi confini di divisione tra soldati di ben 10 diverse nazioni in luoghi di fratellanza, cosicché il ricordo dei morti sia occasione di riconciliazione internazionale», ci spiega l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, tornato l'altro ieri da Roma dove si è riunito il Comitato storico scientifico per il Centenario della prima guerra mondiale. «Ho trovato fra i colleghi italiani ampio consenso attorno all'idea di lanciare su scala europea la nostra richiesta di far rientrare nel patrimonio culturale dell'Unesco tutte le opere di fortificazione militare realizzate in occasione del primo conflitto mondiale. Sono le testimonianze di un dramma epocale».
TRENTINO - La Val di Sole aspetta l'Unesco.
La Val di Sole, una valle nel Trentino, è stata recentemente esplorata dai ghiacciai, rivelando resti di corpi e armi del conflitto di inizio Novecento. La valle è stata teatro di scontri tra italiani e austriaci durante la Grande Guerra. I resti sono stati ritrovati in diverse località, tra cui Punta San Matteo e Punta Linke, e sono ora raccolti e custoditi nel museo di Pejo. L'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza ha proposto di far rientrare nel patrimonio culturale dell'Unesco le opere di fortificazione militare realizzate in occasione del primo conflitto mondiale, considerandole testimonianze di un dramma epocale.
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