Dall'area destinata al parcheggio interrato affiorano sepolture risalenti al III-IV secolo. Le analisi della Soprintendenza. I residenti: salvare la storia. Il contratto tra l'impresa e il Comune prevede la consegna dell'autosilo entro il novembre 2013, un balcone con vista sulla storia. I residenti sullo stradone di Sant'Ambrogio osservano il cantiere dei box che restituisce periodicamente tombe, ossa, scheletri perfettamente conservati. Sono i resti dei martiri cristiani, risalgono al III-IV secolo e sono conservati tre-quattro metri sotto terra: «Le ultime sepolture sono affiorate pochi giorni fa e subito oscurate», racconta l'imprenditore Antonio Losito, dall'alto del suo salotto. Anche questi ultimi ritrovamenti, come le scoperte del febbraio scorso, sono allo studio della Soprintendenza per i beni archeologici. Il cimitero dei martiri era fuori dalle mura della città antica. Ambrogio, che fu vescovo di Milano dal 374 d.C., decise di edificare la Basilica Martyrum proprio nell'area in cui erano state sepolte le vittime delle persecuzioni. Qui, da tre anni, gli operai delle ditte Borio-Mangiarotti e Botta spa stanno scavando i cinque piani di un autosilo sotterraneo: «I1 Comune fermi subito le ruspe e protegga la storia di Milano», è il rinnovato appello di Italia Nostra e del comitato «Salva la piazza». Ma la Soprintendenza, che vigila sul cantiere, ha sempre ridimensionato la portata delle scoperte: «Accanto alla basilica sono state ritrovate oltre novanta sepolture non monumentali». Manca poco più di un anno alla consegna dei box. Il concessionario del parcheggio s'è impegnato a concludere i lavori entro il novembre del 2013.