Da Monte Mario al Pineto è degrado. Tra gli alberi lavastoviglie rotte, pneumatici e vecchie tv AL PARCO di Monte Mario e al Pineto non ci sono solo gli arbusti inceneriti, eredità di un'estate rovente d'afa e d'incendi. A Monte Mario e al Pineto, ci sono anche tante discariche a cielo aperto. Bivacchi abbandonati da extracomuntari sotto il cavalcavia della Panoramica, ma anche reti di letto, batterie d'auto, televisori, sacchetti d'immondizia abbandonati tra lecci e sugheri. Neanche fossimo a Malagrotta. Il viaggio nel degrado comincia al Parco della Vittoria, quella porzione di verde all'interno della riserva naturale di Monte Mario di fronte a piazzale delle Medaglie d'Oro. Basta inerpicarsi sulla collina e arrivare sul belvedere alle spalle della scuola Giacomo Leopardi. Qui, dietro la rete che separa le casette dove i bambini della materna e delle elementari seguono le lezioni, c'è davvero di tutto: una lavastoviglie, vetri rotti, pneumatici. Uno scenario triste e squallido che fa da contrasto con la bellezza del panorama. Perché seguendo la stradina sterrata che costeggia la Leopardi si arriva in uno dei punti magici della città dove si può ammirare un paesaggio mozzafiato che poco ha da invidiare allo Zodiaco. Quel bar a poca distanza considerato uno dei luoghi più suggestivi per innamorarsi della città eterna, e non solo: il fiume, i palazzi dell'era fascista sul lungotevere Flaminio, il ponte della Mumeglio, sica, i Castelli romani all'orizzonte. «Purtroppo sono almeno tre anni che non si fanno interventi nel parco di Monte Mario spiega Alessandro Achille portavoce dei volontari della protezione civile Abbiamo più volte segnalato la necessità di ripulire sia questa area che quella del Pineto. Ma non abbiamo avuto alcuna risposta». Parla dell'abbandono e dell'incuria di Monte Mario anche la presidente del XVII municipio, Antonella De Giusti. «Nessuno va più al parco perché la gente ha paura spiega Non ho mai visto in tanti anni del mio mandato una guardia forestale perlustrare il territorio. Se il Comune non ce la fa a sostenere le spese di manutenzione è a questo punto, fare una gara di bando da aprire ai privati. Si potrebbero creare percorsi benessere e sportivi, come quelli del Trentino. In cambio si avrebbero persone per la guardiania e una maggiore attenzione per la salvaguardia del verde». Anche al parco del Pineto le cose non vanno un granché bene. Racconta Francesca che abita davanti al parco sul lato di via Proba Petronia, alla Balduina, inaugurato qualche anno fa con tanto di giochi per i bambini. «Le reti di accesso sono rotte, così come alcuni cancelli in legno che delimitano la zona di scivoli e altalene. E di questi tempi c'è un odore terribile per l'enorme distesa di mele cadute dagli alberi che non vengono raccolte e marciscono in terra». Proseguendo la passeggiata nel parco del Pineto si arriva sino alla via Damiano Chiesa. E verso Torrevecchia sono tanti i punti in cui al posto dell'erba spuntano bottiglie frantumate. Intere distese. E ancora, pezzi di ferraglia, sacchetti di spazzatura, coperte, passeggini arrugginiti. Sugli alberi invece, ecco buste di plastiche finite sui rami chissà come e chissà quando. «I "polmoni" di Roma hanno bisogno di attenzione e cure raccontano i volontari della protezione civile - E di gente motivata che abbia voglia di darci una mano». Per questo, per saperne di più invitano tutti a contattare il sito www.nveprotezionecivile.it.