Un progetto di cooperazione internazionale per rilanciare i beni culturali e archeologici tra la Sicilia e Malta. E' il progetto "Archaetour - gestione integrata dei siti archeologici a Ragusa e Malta" che ha visto l'avvio proprio in questi giorni dei seminari di approfondimento presso l'isola dei Cavalieri. Il progetto è finanziato con i fondi del Programma Operativo Italia - Malta 2007 - 2013 e si sta attualmente svolgendo per questa fase di approfondimento presso il Maritime Museum di Vittoriosa. Dopo l'incontro programmato con il comitato di pilotaggio e tecnico del progetto, che ha visto la presenza dei rappresentanti dei soggetti partner e precisamente il Comune di Mosta, come capofila, il Comune di Ragusa, la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa, l'Heritage di Malta, il Malta Tourism Authority, il Comune di Rabat, il Comune di Santa Croce Camerina, la Giritravel s. r. l., si è entrati nel vivo dei lavori con le relazioni di due dirigenti della Soprintendenza di Ragusa e della rappresentante dell'Heritage di Malta. Il primo a prendere la parola, dopo una breve introduzione di Giorgio Cassar del Comune di Mosta che ha presentato i relatori del primo approfondimento, è stato l'architetto Carmelo Criscione. Oggetto dell'intervento la complessa tematica della legislazione italiana in materia di beni culturali. Tracciato un excursus fra le leggi di tutela degli stessi dalle prime bolle dello Stato Pontificio del periodo rinascimentale ad oggi. Criscione si è anche soffermato sulla legislazione in materia di vincoli per i beni culturali, sulle indennità di ritrovamento che spetta ai cittadini che scoprono i reperti, sulla definizione delle tariffe per il trasporto dei beni culturali commisurate al valore del bene stesso. Di interpretazioni multisensoriali ha invece parlato Suzannah Depasquale dell'Heritage Malta. "Il nuovo millennio e la società globale hanno strutturato - ha sostenuto la studiosa - nuovi ruoli per musei e siti; il ruolo informativo che avevano una volta questi siti, si è oggi trasformato chiaramente in coinvolgimento pieno del visitatore. Accessibilità e interpretazione non sono più visti come mezzi per trasferire dati al visitatore bensì come strumenti fondamentali per creare una esperienza unica di apprendimento e di godimento pieno dei beni culturali". Saverio Scerra della Soprintendenza di Ragusa, ultimo ad intervenire per il primo appuntamento di confronto, ha parlato di archeologia preventiva in riferimento agli aspetti normativi ed i relativi campi di applicazione. Si proseguirà ancora nei prossimi giorni. 07092012