I carabinieri della Compagnia e del Nucleo tutela patrimonio artistico hanno cinto monte S. Angelo Rinvenuti numerosi reperti interessanti e alcuni cunicoli forse utilizzati in passato da delinquenti Un blitz alle prime luci dell'alba di martedì scorso è stato eseguito dai carabinieri del locale comando compagnia con l'ausilio dei colleghi del Nucleo tutela patrimonio artistico culturale proveniente dal comando regionale dell'Arma di Palermo nella vasta area archeologica sul monte Sant'Angelo. La vasta area archeologica molto spesso viene presa d'assalto da tombaroli alla ricerca di rari reperti archeologici. Purtroppo per motivi strettamente finanziari gli ultimi scavi archeologici eseguiti a cura della Sovrintendenza ai beni culturali di Agrigento risalgono ad alcuni anni addietro. Una trentina di carabinieri al comando del capitano Massimo Amato, in tuta mimetica percorrendo a bordo di fuori strada le due ripide salite di via Santamaria hanno raggiunto la cima del monte, cinturando militarmente la vasta zona, nel vano tentativo di cogliere in flagranza una squadra di tombaroli. Una vasta operazione conclusasi nella tarda mattinata. Nell'ambito dell'operazione i militari hanno rinvenuto alcuni reperti archeologici ritenuti dai militari dell'Arma " interessanti" ai fini dell'attività investigativa. I carabinieri hanno visitato i resti del santuario rupestre della S. Croce, poi intitolato a San Calogero eretto nella prima metà del 400. Diversi sono stati i cunicoli rinvenuti e visitati dai militari del Nucleo tutela patrimonio artistico e culturale. In un recente passato, diversi sono stati i blitz diurni e notturni eseguiti dai carabinieri per debellare il triste diffuso fenomeno dei tombaroli che saccheggiano le zone archeologiche in alcuni casi profanando anche delle tombe. Sull'argomento il comando compagnia carabinieri cosi come consuetudine dell'Arma non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Antonio Cacciatore 07092012