SICILIA - Sopralluogo al parco di Eloro dopo l'incendio doloso L'assessore regionale ai Beni culturali, Amleto Trigilio, visita la zona archeologica il sopralluogo ad Eloro dellassessore Amleto Trigilio L'assessore regionale ai Beni culturali, Amleto Trigilio, in visita al parco archeologico di Eloro, all'indomani dell'incendio che ha bruciato buona parte della campagna circostante. Insieme a lui, per un sopralluogo il direttore del Parco Eloro Lorenzo Guzzardi e il dirigente dell'Azienda foreste demaniali Carmelo Frittitta. Nessun dubbio stavolta è stato sollevato sulla natura dolosa dell'atto. Un incendio così esteso, con tre distinti punti di fuoco, scoppiato dopo due giorni di pioggia battente non può essere spontaneo. Ad avvalorare tale ipotesi anche il rinvenimento di un accendino da parte del signor Giovanni Muscarà che ha provveduto fra l'altro a sporgere denuncia. Dalle dichiarazioni raccolte, il problema sorveglianza di un sito così importante emerge in tutta la sua complessità. A dire degli impiegati, ogni mattina si trovano nuove buche, segno evidente che i tombaroli possono entrare tranquillamente nottetempo nel parco e scavare indisturbati nella speranza di trovare qualcosa. Ad agevolare l'ingresso dei malintenzionati ci sono molte falle nel sistema di recinzione. «Approfittando della disponibilità del dottore Frittitta e del dottore Guzzardi, sono venuto per valutare insieme a loro gli interventi che faremo in attuazione del protocollo d'intesa sull'utilizzo dei forestali e sulle attività di manutenzione anche se- dichiara l'assessore Trigilio- in questo sito la sperimentazione è partita per prima. Qui il problema riguarda la sua tutela al di là delle attività di custodia che facciamo col personale». A tale proposito, a dire dell'assessore, è necessaria un'attività di manutenzione integrata che consenta di pulire l'area e risolvere a monte il problema degli incendi. In merito alla sorveglianza del parco, il problema va affrontato «mettendo a sistema le risorse e i corpi disponibili: i nostri custodi, forestali, i carabinieri, vigili urbani». A tale proposito però il direttore Guzzardi ricorda di avere auspicato un telecontrollo. Ma perché incendiare? «Lo scavo clandestino avviene nella zona dove non c'è stato altro scavo per cui si presuppone un'attività di pulizia specifica. Noi puliamo i monumenti, i tombaroli hanno interesse a pulire la parte di campagna che non è stata ancora scavata. Su questo tema - conclude l'assessore- avendo la responsabilità e l'interesse della tutela, abbiamo fatto una riunione coi direttori dei parchi per definire gli interventi prioritari su cui concentrare le risorse del nuovo strumento operativo». Cetty Amenta 07092012