Colosseo, «nessun allarme crolli»: tono e termini scelti appartengono alla più netta delle smentite, arrivata ieri direttamente dalla voce della soprintendente all'archeologia di Roma, Mariarosaria Barbera, in seguito alla notizia diffusa da agenzie di stampa su presunti danni al monumento simbolo di Roma e su conseguenti e imminenti puntellamenti «modello Torre di Pisa». «E quanto mai spiacevole ha replicato Barbera che per l'ennesima volta notizie atte a procurare allarme vengano diffuse senza verificarne preventivamente la veridicità con le autorità preposte alla manutenzione e alla tutela dell'Anfiteatro Flavio». Il distacco di materiali, in un monumento antico e sofferente (anche ieri, puntuali da decenni, si sono levate voci pro pedonalizzazione dell'area e allarmi smog-auto) può avvenire ed è in effetti avvenuto, più volte, in passato. Ma l'ultimo episodio del genere riguardante il Colosseo è avvenuto il 14 gennaio scorso. Poi, solo «cadute» simulate. Come si è arrivati alla «notizia» di altri recenti crolli, non avvenuti secondo i responsabili del monumento, e addirittura con dettagli (cedimenti dalle «arcate più alte», si riportava ieri, ipotizzando perfino parziali chiusure del monumento, transennamenti e quant'altro)? «Tutto falso»: al Mibac, fuori sacco, si parla chiaramente di bufale e informazioni fatte trapelare (apposta?) da soggetti esterni (istituzionali?) ma prive di ogni fondamento. Il Colosseo e la sua tutela fanno notizia e generano appetiti. Poi, si sa, vecchia regola dell'informazio-ne, le smentite sono notizie date due volte. Di ufficiale c'è però solo la dettagliata replica della soprintendente: «Oggi non sussistono problemi di cedimento in alcun punto, non esiste alcuna ipotesi di puntellamento alla base del monumento e il maltempo di queste ultime ore non ha fatto scattare alcun allarme crolli». Più chiaro di così... Controlli e tanti, quelli sì. E interventi di tutela (tutela che lo Stato ha, Costituzione alla mano, sempre rivendicato), potenziati soprattutto a partire da febbraio dopo la neve a Roma, nonostante, anche questo tengono a specificare in Soprintendenza, la scarsezza di mezzi (il Colosseo, monumento più visitato d'Italia, incassa oltre trenta milioni di euro l'anno, cifra che fa gola a tan ti e con la quale si finanziano i costi di manutenzione di tutta l'area archeologica della città): «La Soprintendenza di Stato ha spiegato Barbera è all'avanguardia nell'attività di prevenzione e attenzione al monumento, avendo avviato gli studi degli effetti dei nuovi fenomeni climatici ben prima che seri danni potessero verificarsi. Questo intendo rivendicarlo con convinzione, giacché anche l'amministrazione dei beni culturali attraversa difficoltà legate alla scarsità di risorse e personale, ma non per questo rinuncia alle attività di manutenzione del patrimonio». Da qui la decisione di istituire una fascia protetta di 15 metri intorno al monumento: «Esigenza condivisa dal Comando dei Vigili del Fuoco e dalla Prefettura, e circostanza di cui la Soprintendenza ha informato i competenti uffici comunali convocati per apposita riunione».