TOKYO. In occasione dell'esposizione della statua i nipponici lanciano la campagna commerciale: una spilla con l'immagine del bronzo costa 700 yen: circa cinque euro La vendita non rimpinguerà le casse della Regione: i ricavi resteranno nel Sol Levante TOKYO. Vedere dal vivo una statua miracolosamente recuperata dai fondali dopo oltre duemila anni? Non ha prezzo, potrebbe dirsi, parafrasando il celebre spot di una carta di credito. Ma i giapponesi, con la proverbiale applicazione meticolosa, hanno deciso di dare un valore economico al Satiro danzante. E magari di insegnare alla Sicilia come si fa. Hanno così deciso di trasformare la creatura di Prassitele in una macchina da yen e, con l'inaugurazione della mostra al Tokyo national museum, hanno fatto partire ieri un formidabile merchandising. A pochi metri dal padiglione dove è esposta l'opera ripescata nel Canale di Sicilia, è stato messo subito in vendita un campionario da brivido di oggetti che richiamano l'immagine dell'opera: si va dalle spille che costano 700 yen, circa 5 euro, alle riproduzioni su tela offerte a 15 mila yen (120 euro). E ancora: portachiavi, collane, cartoline, bloc-notes, t-shirt con l'immagine del Satiro quasi fosse un personaggio dei Manga, i fumetti nipponici. Ci sono persino cioccolatini al gusto del... Satiro. Iniziative di successo, a giudicare dalla fila di curiosi e dai primi acquisti fatti. Gli amministratori siciliani, che da 4 anni cercano faticosamente di far partire la legge Ronchey che permette anche nell'Isola la vendita di libri e gadget accanto a musei e monumenti, sono rimasti a bocca aperta. «È questa la strada da seguire -dice l'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano-. Finora non ci siamo riusciti, ma la piena valorizzazione del Satiro rientra fra gli obiettivi, chiari e ben delineati, già predisposti per il prossimo dirigente generale del dipartimento, al di là della persona che sarà nominata». Intanto la Regione, proprietaria del Satiro, non guadagnerà nulla dall'esposizione di Tokyo, che durerà fino al 13 marzo. I proventi del merchandising e della vendita dei biglietti (800 yen il prezzo d'ingresso, oltre sei euro) resteranno in Giappone. La strategia di Pagano, in realtà, è più ampia, e punta su un grande ritorno d'immagine per la Sicilia, che significa poi un aumento di turisti nipponici dalle nostre parti nei prossimi anni. L'assessore ieri ha presentato uno studio compiuto dai suoi uffici sui flussi turistici extraeuropei registrati in seguito a grandi eventi realizzati nel Mediterraneo, dagli Europei di calcio in Portogallo alla mostra del Caravaggio a Napoli: «Sulla base di questi dati -dice Pagano- ci attendiamo un milione 250 mila visitatori giapponesi in Sicilia entro il 2007. Significherebbe un introito pari a 375 milioni di euro». Il richiamo in Italia agli appassionati d'arte della terra del Sol Levante è stato fatto ieri in modo solenne dall'ambasciatore italiano a Tokyo, Mario Bova. «Il Satiro è il trionfo di un'altra Italia, poco conosciuta dai giapponesi, che visitano maggiormente Roma, Firenze o Venezia. Ci sono regioni fuori dai tradizionali circuiti che, per il loro straordinario patrimonio culturale, meritano di essere visitate. Prima fra tutte la Sicilia». Certo, bisognerà prima vedere fino a che punto funzionerà l'effetto-Satiro. Primo test, la mostra di Tokyo. «Ci attendiamo almeno trentamila visitatori», afferma Inowe Yoichi, uno dei responsabili del National museum. La statua è stata posta sotto la volta neoclassica del palazzo Hjokei, su un piedistallo antisismico studiato da tecnici giapponesi che dovrebbe mettere al riparo l'opera dalle eventuali scosse di terremoto, non infrequenti a queste latitudini. Nella sala accanto, uno speciale percorso per non vedenti, con riproduzioni su scale diverse del Satiro per far conoscere l'opera anche attraverso il tatto. «Abbiamo adottato un modello digitale per ridisegnare le forme. È la prima esperienza di questo tipo mai effettuata -dice Giorgio Accardo, direttore del laboratorio di fisica dell'Istituto nazionale per il restauro-. Un altro esempio del salto di qualità tecnologico rappresentato dalla trasferta giapponese del Satiro». C'è chi si divide fra orgoglio e rimpianto. «Siamo contenti di aver offerto questa meraviglia al mondo, ma al momento avverto un vuoto, è come se ci avessero scippato un bene di famiglia», afferma Giorgio Magaddino, sindaco di Mazara del Vallo. A fine anno, dopo la mostra di Tokyo e l'Expo di Aichi, il Satiro tornerà in Sicilia. Ma il riferimento allo scippo, da parte di Magaddino, non è casuale: «Non vorrei che, sull'onda del successo giapponese, si decidesse di portare la statua a Palermo. Il Satiro resterà a Mazara, sono pronto a incatenarmi per non perderlo». Pagano lo rassicura: «Non si muoverà da lì». Ma servono due milioni di euro per restaurare, entro fine anno, l'ex chiesa di San Francesco, luogo scelto come sede permanente della statua. La Regione dovrà trovarli, come dovrà reperire quelli per Francesco Adragna, l'ormai leggendario capitan Ciccio che con il suo equipaggio recuperò il Satiro dai fondali marini nel 1998. Non si tratta di pochi soldi, visto che l'opera è stata assicurata per due milioni 600 mila euro e per legge per questo tipo di ritrovamenti è previsto un indennizzo del 30. Capitan Ciccio intanto si è preso la soddisfazione di venire acclamato dai 400 invitati, per lo più giapponesi, al buffet offerto dalla Regione Siciliana. L'assessorato all'Agricoltura ha fatto giungere a Tokyo, per quest'evento, mezza tonnellata d i prodotti tipici, dal pane della Val Dittaino al formaggio dei Nebrodi, dai dolci di mandorla al passito di Pantelleria. Un'altra vetrina non a costo zero della Sicilia, seppur meno fastosa di quella fatta a Bruxelles un mese fa. Attendendo che, come risposta, si compia l'auspicata invasione dei giapponesi trascinati in Sicilia da un antico testimonial risorto dagli abissi.
Magliette, portachiavi e cioccolatini. In Giappone caccia ai gadget del Satiro
A Tokyo è stata inaugurata una mostra con la statua del Satiro danzante, recuperata dai fondali del Canale di Sicilia nel 1998. La mostra è stata promossa dalla Regione Siciliana e il merchandising è stato lanciato con successo, con oggetti come spille, riproduzioni su tela, portachiavi e cioccolatini. L'assessore ai Beni culturali della Regione, Alessandro Pagano, ha presentato uno studio sui flussi turistici extraeuropei registrati in seguito a grandi eventi realizzati nel Mediterraneo, e prevede un milione 250 mila visitatori giapponesi in Sicilia entro il 2007, con un introito pari a 375 milioni di euro.
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