Il piano: verranno esposti tesori nascosti ora custoditi nei sotterranei LO SANNO soltanto gli addetti, che lo chiamano Sing Sing e lo sa chi l'ha visto: è un posto straordinario, dove le statue ti guardano da una specie di carcere chiedendo di uscire; sbarre che servono a evitare che qualcuno le tocchi. È il sottotetto del Mann, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che conserva 1500 e più oggetti della vita quotidiana di Pompei. Il 2015 sarà una data importante per Napoli e per la città sepolta dal Vesuvio: Pompei completerà la messa in sicurezza e programmerà la manutenzione ordinaria, mentre il Mann avrà il piano terra ristrutturato con un nuovo allestimento e opere dai depositi, cioè da Sing Sing e dai tre piani di sotterranei dov'è conservato materiale lapideo. Tesori invisibili come il gruppo equestre detto di Caligola, il cui cavaliere si ricongiungerà al cavallo, depositato nei sotterranei, come spiega la direttrice del museo, Valeria Sampaolo. Ed è da reperti come questo che prende spunto uno dei capitoli del volume "Pompei", "I capolavori nascosti". Un libro a tiratura limitata che costa 3.900 euro stampato da Utet in 998 copie, di cui venti fuori commercio, la prima delle quali destinata al presidente della Repubblica Napolitano. 140 le foto d'arte di Araldo De Luca che accompagnano i testi di Livio Zerbini, storico dell'Università di Ferrara e l'introduzione di Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente speciale per Napoli e Pompei. La presentazione dell'edizione di pregio nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale un question time alla Cinquantaquattro e alla Sampaolo, aperto da un intervento di Stefano De Caro, per anni soprintendente archeologo e ora direttore dell'Iccrom- Unesco per la tutela dei beni culturali mondiali, ha avuto un intervento a sorpresa del sindaco de Magistris: «Lodevole iniziativa, i nostri beni culturali sono ancora troppo poco conosciuti ». A partecipare al dibattito c'erano anche, con Zerbini e i vertici Utet, l'archeologo dell'Università di Vienna Friedrich-Wilhelm von Hase, il direttore regionale dei Beni culturali Gregorio Angelini, il direttore della rivista "Archeo", Andreas Steiner. Su una recente polemica della Cisl che ha diffuso la cifra di un calo di quasi 45 mila presenze nei primi 8 mesi dell'anno, attribuendolo alle domus chiuse per mancanza di custodi, ha risposto: «Attendiamo i dati. Negli scorsi due anni c'è stato un aumento, che con quello che è accaduto sono un risultato positivo».