L'autorizzazione a ingrandire la struttura passa in commissione urbanistica: le opposizioni insorgono HOTEL Baglioni, via libera al roof garden extralarge. Ma con polemica: operazione impattante e del tutto fuori luogo, tuonano le opposizioni. E' un caso che esplode ieri in commissione urbanistica, dove il progetto dello storico albergo di piazza dell'Unità di allargare la loggia al quinto e ultimo piano passa coi voti favorevoli di tutta la maggioranza e l'opposizione di centrodestra e di sinistra in rivolta. Non solo contro l'impatto del nuovo loggiato, che in larghezza arriverebbe ad estendersi lungo tutta la facciata, ma contro l'operazione urbanistica in sé: la delibera approvata in commissione - lunedì finirà al voto del Consiglio comunale per l'ok definitivo - prevede infatti non solo l'autorizzazione (in deroga al regolamento edilizio, che impedisce di costruire ad un'altezza superiore ai venti metri) ai titolari del Baglioni ma anche una sorta di "do ut des". Il Comune dà l'ok all'ampliamento, il Baglioni - tramite la convenzione urbanistica allegata - si impegna «a corrispondere a Palazzo Vecchio una cifra pari a 20 mila euro che serviranno alla riqualificazione di piazza dell'Unità». Solo in aprile la commissione edilizia comunale - l'organo tecnico che approva i progetti prima della politica - aveva detto no alla richiesta del Baglioni. Successivamente è saltata fuori la convenzione coi 20 mila euro - e l'ok è arrivato a luglio. «Questo obolo di 20.000 euro lascia perplessi: sembra un vero e proprio scambio, da chi e come è stato calcolato?» si chiede contrariata De Zordo di Perunaltracittà. Quel che non va giù ai consiglieri della lista Galli Sabatini e Locchi è invece il beffardo parere della Soprintendenza sul caso («Edificio non vincolato, siamo incompetenti»): «Assurdo, è il primo edificio che si vede dalla stazione». Perplessità anche nel Pd: il presidente della commissione urbanistica Dormentoni ottiene però un risultato: i 20 mila euro arriveranno subito e non durante la costruzione. (e.f.)