Caucana. L'ennesimo ritrovamento apre gli spiragli ad una nuova ricerca archeologica «Torneremo la prossima estate con un campo di lavoro per valutare la presenza di reperti» Santa Croce. Nettuno e i suoi segreti, non finiscono mai di stupire. Anche il sole di questa estate ha illuminato un mistero celato, aprendo la strada, forse, verso l'ennesima grande scoperta del Mediterraneo. Come si legge nel sito internet della Sovrintendenza del Mare, sotto i fondali di Caucana, a qualche centinaio di metri dalla spiaggia, potrebbe celarsi un carico di un relitto databile tra il IV ed il V secolo d. C., come si evincerebbe dal recupero di materiale ceramico, ed in particolare frammenti di anfore del tipo Spatéion, africane cilindriche e Dressel 23, riaffiorate proprio dalle sabbie del mare della frazione rivierasca camarinense. A richiamare sul sito l'attenzione del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e di Nicolò Bruno, della Soprintendenza del Mare, il contatto di un giovane del luogo, Giuseppe Raimondo, che aveva segnalato la presenza di frammenti di anfore sul fondale. Il sommozzatore santacrocese si era imbattuto, questa estate, in modo del tutto casuale, durante una battuta di pesca, in una anfora, il singolare rifugio di un polipo. Tusa e Bruno, con il supporto logistico di Maurizio Buggea e Antonio Raimondo del Centro subacqueo ibleo Blu Diving di Ragusa, associazione affiliata Uisp lega attività subaquee, hanno compiuto una prospezione subacquea nella zona segnalata recuperando il materiale ceramico. Nel corso dell'immersione è stata individuata, e recuperata, anche una interessante anfora intera del tipo africana II d. "Diciamo addio all'estate appena trascorsa - commenta Maurizio Buggea - con quella che potrebbe rivelarsi una interessante scoperta. Presumibilmente, gli addetti ai lavori torneranno con un campo di lavoro subacqueo per approfondire il fieldwork nella zona e per valutare se, eventualmente, potranno riaffiorare altri reperti. Ma tutto questo potrà essere realizzato, ormai, il prossimo anno, quando il mare tornerà limpido e calmo. E in una prospettiva di questo tipo, potrebbe rivelarsi fondamentale un collegamento con il mondo accademico. Fare rete e mettere diverse competenze a rapporto, in queste circostanze, diventa necessario". Buggea ricorda l'importanza di agire con trasparenza, e di segnalare alle autorità ogni ritrovamento, così come imposto dalla legge quadro Urbani del 2004. "I recuperi illeciti - spiega Buggea - sono da contrastare, così come vuole la legge che tutela il patrimonio archeologico, sia terrestre che subacqueo. Quanto all'apporto del centro subacqueo Blu diving, che rappresento, mi sento di ricordare che noi operiamo in regime di assoluto volontariato, mossi dalla passione per il mare e per i suoi segreti. Cerchiamo di dare un contributo a questa affascinante dimensione, certi che, partendo da queste queste risorse, si può guardare oltre, per puntare anche su questi elementi e dare ulteriore rilancio al turismo locale". Turismo locale che, anche grazie a questi interventi, che hanno contribuito a focalizzare l'attenzione sul fatto che l'intero specchio d'acqua antistante la fascia costiera di Santa Croce è ricca di reperti interessanti, ha fatto i conti con una interessante impennata, almeno per quanto riguarda il numero di presenze. E' chiaro che ritrovamenti del genere possono contribuire ancora di più a rendere più affascinante l'attività di perlustrazione del territorio sottomarino. E' chiaro che chi effettua dei ritrovamenti deve rivolgersi alle autorità locali e spiegare quale l'oggetto del ritrovamento. Come è stato fatto, in fondo, in quest'ultimo caso. 06092012
SICILIA - Dal fondale sbuca un'anfora
Nella zona di Caucana, a Nettuno, è stato trovato un carico di un relitto databile tra il IV e il V secolo d.C. I reperti sono stati recuperati dal fondale del mare e includono frammenti di anfore del tipo Spatéion e Dressel 23. Il ritrovamento è stato segnalato da un giovane del luogo, Giuseppe Raimondo, che aveva trovato un anfora durante una battuta di pesca. Un team di sommozzatori, guidati dal Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e da Nicolò Bruno, ha effettuato una prospezione subacquea nella zona e ha recuperato il materiale ceramico. Il team ha anche individuato e recuperato un'interessante anfora intera del tipo africana II.
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