Accanto ai resti dell'antica Hybla razzolano le galline, felici di poter pascolare in un grande spazio verde, dove nessuno mette piede, e dove vi sono molti vermini, insettini e semini, che tanto piacciono ai bipedi. Il sito degli scavi archeologici annessi ai Giardini iblei, forse, è l'unica area storica tutelata da una Soprintendenza in Italia, ad avere al suo interno anche le galline. Il che ovviamente sorprende i visitatori, pochi temerari per la verità, fra quelli che scelgono di osservare questi scavi, dove i reperti sono molto contenuti, e che fra l'altro periodicamente soffrono di "carenza" di pulizia. Non è un caso infatti che sei mesi fa all'interno dell'area sia stata ritrovata persino una macchina abbandonata. L'episodio viene riferito dal Soprintendente ai Beni culturali di Ragusa, Alessandro Ferrara. "Non sapevo che ci fossero delle galline nell'area archeologica di Ibla - dice il Soprintendente, sorpreso dalla fotografia che immortala i marroni volatili - d'altronde, alcuni mesi fa abbiamo dovuto segnalare la presenza di un veicolo all'interno della zona archeologica, che è stato poi rimosso dai vigili urbani". Ma come è possibile che in un sito di scavi archeologici venga introdotto un veicolo o ci vivano delle galline senza che chi gestisce l'area se ne accorga? "Quanto accaduto dipende dalla fase di transizione che interessa questa zona archeologica la cui manutenzione e custodia sino ad alcuni mesi fa era affidata a terzi mentre adesso - spiega il Soprintendente - è affidata all'Azienda forestale demaniale, sulla base di un accordo che abbiamo raggiunto recentemente". Quella delle galline nel sito dovrebbe essere presto solo un ricordo: a seguito di un sopralluogo effettuato nel pomeriggio di ieri nella zona degli scavi, i volatili dovrebbero presto traslocare in luogo a loro più consono. 06092012