Dal primo gennaio al 31 agosto di quest'anno gli Scavi di Pompei sono stati visitati da un milione 623 mila 473 turisti. Un risultato che sembra ragguardevole, e lo è. Eppure, mettendolo a confronto con i numeri dello stesso periodo dello scorso anno, si scopre che tra gennaio e agosto 2011 a Pompei erano arrivati un milione 668 mila 473 visitatori. Quindi nei primi otto mesi di quest'anno c'è stato un calo di 44 mila e 721 presenze particolarmente sensibile in giugno, luglio e agosto e di conseguenza sono diminuiti gli incassi. Il dato è stato diffuso da Antonio Pepe, segretario della Cisl Fp di Pompei, che ha anche lanciato un allarme. Il sindacato, infatti, ritiene «che un simile dato negativo sia l'effetto delle troppe case chiuse al pubblico a causa della carenza di personale di vigilanza». E aggiunge che da anni, a più riprese, segnala all'amministrazione l'esigenza di «ripartire oggettivamente» gli oltre cinquecento custodi a disposizione della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei in rapporto alle esigenze dei siti archeologici. «A Pompei spiega Pepe è evidente a tutti che il personale di vigilanza è insufficiente per poter garantire l'apertura di tutte le case agibili, ma sembra essere solo un problema sindacale, forse perché siamo gli unici a notare che quotidianamente ai custodi in servizio sono assegnate fino a tre zone di guardia, equivalenti ad aree estese su circa 35 mila metri quadrati e in presenza di decine di migliaia di turisti, mentre a confronto il personale degli altri siti sembra stia in prepensionamento. Tra il personale dei siti archeologici della Soprintendenza vi è una palese sperequazione di carico di lavoro». Il segretario sindacale fa poi i conti: «A Boscoreale e Stabia, aree poco più grandi di novemila metri quadrati che registrano pochi visitatori al giorno, si contano 9 custodi in servizio a fronte degli Scavi di Pompei dove 28 custodi mediamente in servizio devono garantire la sicurezza del bene archeologico esteso su oltre 780 mila metri quadrati. Facendo fronte mediamente a 12.026 turisti al giorno». Conclusione: Pepe sollecita una riorganizzazione del personale e la riapertura di tutte le domus agibili. Quante sono quelle attualmente chiuse al pubblico? Secondo i dati forniti dalla stessa Cisl Fp, a fronte delle diciannove domus agibili aperte, ce ne sono ben ventiquattro non accessibili ai visitatori proprio per la carenza di pesonale.