Portare il trolley è quasi un'impresa, tra i masegni rotti e quelli che mancano. Accorgersi della presenza dei negozi anche, tra lavori e recinzioni. Poi c'è il cantiere (appena aperto e già interrotto) della riva della fondamenta della stazione. E ancora le transenne davanti al palazzo della Regione lungo quasi tutto il piano terra, con all'interno erbe alte. Non si può certo dire che la prima immagine di Venezia sia da cartolina. D'accordo, ci passano soprattutto i pendolari che ormai si saranno anche abituati al degrado ma sono migliaia anche i turisti che arrivano in piazzale Roma e, con valigie e trolley al seguito, affrontano il ponte della Costituzione per andare in stazione o per proseguire lungo Strada Nova. Se poi si aggiungono le altre transenne, che delimitano le code (?) agli imbarcaderi dell'Actv nel piazzale della stazione, la fotografia (ingiallita) di Venezia, è presto scattata. Se n'era accorta anche la moglie del presidente della Repubblica Clio Napolitano, quando aveva accompagnato il marito a vedere il nuovo ponte di Calatrava. Era il settembre del 2008, quando la first lady passò e disse: «Ma queste cose rimangono sempre qua?», riferendosi al palancolato. Quattro anni dopo la situazione è peggiorata. Perché quel legno si è consumato (adesso c'è anche un telone grigio), i masegni sono rotti, e i cantieri sono un po' ovunque fino all'imbocco di Strada Nova. II problema è che i lavori non hanno un inizio e una fine. Se va bene (o male, dipende dai punti di vista) cominciano, e poi continuano chissà quanto. E' il caso di quelli in fondamenta dove le rive stavano crollando. Dovevano partire almeno cinque anni fa, compresi all'interno della riqualificazione della ferrovia, poi i problemi di Grandi Stazioni li hanno fatto slittare. Dovevano costare 200 mila euro (preventivo 2002), costeranno 2,8 milioni a causa di problemi di staticità e dell'avanzato grado di deterioramento della fondamenta. Adesso una crepa sul palazzo della Regione, li ha bloccati nuovamente in attesa delle verifiche statiche sull'edificio. Ieri la gru ha ricominciato a scavare, ma nel frattempo tutta la zona si è degradata ulteriormente, tanto che l'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni ha convocato Grandi Stazioni per fare il punto della situazione: i lavori all'interno, quelli dei negozi, della riva e nella parte retrostante. Ca' Farsetti infatti in questo momento non può far niente. Passi per le attività commerciali all'interno (Sephora ha aperto da poco ma i clienti sono ancora pochi e le vetrine espongono direttamente sui cantieri dello scalo veneziano dove ci sono recinzioni, masegni, erbacce e macchine), ma non il passaggio pedonale che mina anche la sicurezza delle quasi trentamila persone, tra veneziani, pendolari e turisti, che ogni giorno lo percorrono. Troppe incertezze, rinvii e forse anche soggetti coinvolti (Ferrovie, Comune e Regione) per far presto. Intanto però potrebbero sparire quelle transenne che delimitano le code all'ingresso dei pontili Actv. Al loro posto, potrebbero essere inseriti semplicemente quei nastri che ci sono anche ai musei o in aeroporto (sicuramente più dignitosi).
VENEZIA - Pietre rotte, erbe, transenne degrado davanti a Calatrava
La stazione di Venezia Santa Lucia è in uno stato di degrado. I cantieri e le transenne bloccano il passaggio pedonale, rendendo difficile per i turisti e i pendolari raggiungere la stazione. I lavori di ristrutturazione della stazione sono iniziati nel 2002, ma sono stati interrotti più volte a causa di problemi di staticità e di deterioramento della fondamenta. I lavori all'interno della stazione, come quelli dei negozi e della riva, sono stati bloccati nuovamente a causa di una crepa nel palazzo della Regione. L'assessore ai Lavori pubblici ha convocato Grandi Stazioni per fare il punto della situazione.
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