Torino si è aggiudicata ledizione 2016 del convegno mondiale dei progettisti "verdi" Artefici di una rivoluzione verde, di una riconquista estetica e armonica degli spazi urbani, di questi tempi gli architetti paesaggisti sono ricercati, corteggiati, terribilmente alla moda. Anche se lattesa è lunga, tre anni interi e qualche mese, Torino avrà la fortuna di ascoltare e vedere allopera i nomi internazionali più famosi, tremilaseicento registi di spazi esterni, mediatori di mutazioni urbanistiche che una volta tanto non nascono dal cemento. Da Cape Town, dove in questi giorni si è svolto il Congresso mondiale dellIfla, la federazione internazionale degli architetti del paesaggio, arriva la bella notizia che sarà Torino ad ospitare la prossima edizione del Congresso del 2016. Vinta la competizione con avversari agguerriti, dice lassessore al Verde Enzo Lavolta, adesso si può già immaginare come cogliere lattimo per uno scambio proficuo, imparare e insieme far conoscere alle star dellarchitettura del paesaggio il patrimonio culturale e artistico della città. «Una grande occasione per Torino», dice convinto il sindaco Piero Fassino. E chissà che qualche grande idea non resti in città, un segno del Bello per curare le ferite di qualche recente bruttura.