L'appello rivolto dalle associazioni culturali di Avola al vescovo di Noto e alla curia, diretto ad ottenere la restituzione dell'armonium e del crocifisso settecentesco in cartapesta conservati nella chiesa dei Cappuccini e trasferiti nel deposito curiale di Noto sembra avere fatto breccia. In realtà non c'è stata una diretta interlocuzione della curia né con la stampa, né tanto meno con le associazioni, ma solo col sindaco Luca Cannata che, inconsapevolmente e quasi per caso, ne è diventato il «portavoce». «Ho parlato con monsignor Giurdanella- riferisce il primo cittadino che si è sentito tirato in ballo per le accuse mosse dalle associazioni che hanno tacciato l'amministrazione comunale di rendersi quasi complice col proprio silenzio - il quale mi ha messo a conoscenza del fatto che già la precedente amministrazione era stata informata. Mi ha evidenziato che il trasferimento è stato effettuato per mettere il crocifisso e l'armonium in sicurezza, che la rimozione è solo temporanea, circostanza, questa, ribadita in più occasioni alle stesse associazioni, ciò in attesa dell'istallazione, all'interno della stessa chiesa, del sistema di sicurezza che verrà finanziato dalla Cei. Non appena saranno restaurati, è la garanzia datami, torneranno ad Avola, anzi, verrà individuato un posto più adeguato che offrirà la dovuta visibilità». Le associazioni, dal canto loro hanno sottolineato come analoga decisione non sia stata adottata né per la pala d'altare, che è rimasta al suo posto dentro la chiesa, né per le altre tele presenti nell'edificio di culto, oggetti sacri il cui valore artistico è di gran lunga superiore a quello del crocifisso. «Non si può fare lo stesso discorso - aggiunge il sindaco-, la pala d'altare e le tele non sono facilmente amovibili. Come amministrazione-conclude - più di questo non posso fare». Una bagarre quasi inutile, sembrerebbe potersi concludere in considerazione delle ripetute garanzie fornite dalla curia, se non fosse che ci sono, quali documenti ufficiali, un comunicato stampa della stessa curia vescovile del 13 giugno scorso, una nota del 4 maggio inviata al sindaco e, per conoscenza, all'assessore alla cultura nonché alla Soprintendenza dei beni culturali, a cui si aggiunge una nota più datata, esattamente del 26 marzo, inviata al sindaco, all'epoca Barbagallo, e al presidente della Pro Loco, che si è fatto promotore dell'iniziativa. Il crocifisso in cartapesta, si apprende dallo studioso e letterato Sebastiano Burgaretta, testimonianza della pietà religiosa vissuta dagli Avolesi, veniva solennemente portato per le vie della città, fino ai primi del novecento, la sera del venerdì santo con gli altri «Misteri», nella solenne processione della Spina Santa. In seguito per evitarne il deterioramento, fu collocato nella chiesa dei Cappuccini. Gabriella Tiralongo 05092012
SICILIA - Il Crocifisso è al sicuro e tornerà in chiesa
Il sindaco di Avola, Luca Cannata, ha affermato che l'amministrazione comunale non ha avuto una diretta interlocuzione con la curia vescovile di Noto e che il trasferimento dell'armonium e del crocifisso settecentesco in cartapesta nella chiesa dei Cappuccini è stato effettuato per mettere in sicurezza questi oggetti. Il sindaco ha ribadito che la rimozione è solo temporanea e che il crocifisso e l'armonium torneranno ad Avola una volta restaurati e installati in un posto più adeguato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo