OTTIMA iniziativa aver salvato dalla chiusura il Santa Maria della Scala, ma perché nessuno si preoccupa «dei tanti musei della Provincia di Siena che rischiano di chiudere a breve?». Se lo chiede polemicamente, in una lettera aperta al governatore toscano Enrico Rossi, il sindaco di Cetona, Fabio Di Meo, a pochi giorni dallo stanziamento deciso dalla Regione a favore del grande ex ospedale-museo, chiuso dal primo settembre per mancanza di fondi. Circa 400 mila euro che si aggiungeranno ad una cifra di pari entità offerta dal Monte dei Paschi, originariamente destinata a una sponsorizzazione e ora stornata dal Comune guidato dal Commissario prefettizio Enrico Laudanna. «Non posso che compiacermi della sua decisione di intervenire sul Santa Maria della Scala, inestimabile patrimonio culturale di cui noi tutti, cittadini toscani e senesi, dobbiamo sentire la responsabilità», scrive Di Meo. E però, aggiunge il sindaco di Cetona, la crisi, colpendo le casse dei Comuni, «colpisce con altrettanta virulenza tutto il sistema museale della provincia di Siena», mentre è ad alto rischio il fondamentale supporto economico della Fondazione Monte dei Paschi al progetto di gestione «sinergico» ComuniFondazione Musei Senesi (che comprende tutti i musei della provincia). Se anche il Santa Maria, «come sarebbe naturale per il grande museo del capoluogo», fosse anch' esso all' interno della Fondazione Musei Senesi, «oggi», sostiene Di Meo, «non staremmo qui a ragionare sulle sacrosante esigenze di una singola realtà, pur importantissima», bensì «sull' emergenza di un intero sistema museale».