Cala il sipario sull'Intemational Arts Festival degli Amici della Certosa, ma non si spengono i riflettori della Soprintendenza che ha collaborato intensamente con l'associazione che reperisce fondi per il restauro del complesso monumentale più grande dell'isola. Lo ribadisce Fabrizio Vona, soprintendente per il Patrimonio storico e artistico e per il Polo museale di Napoli che è rimasto sull'isola per tutta la durata del festival e che ha eseguito un'attenta attività di verifica sulle condizioni della Certosa di San Giacomo: «Per il suo recupero - assicura Vona - abbiamo avviato i primi progetti e messo mano a un piano d'uso finora mai elaborato». Soprintendente, il destino della Certosa sembra interessare più agli stranieri, e più in generale ai privati che hanno dato vita ad un'apposita organizzazione culturale, che allo Stato. Dal 2000, anno dell'ultimo intervento strutturale, non si è fatto molto per rilanciare questo gioiello. «Naturalmente non è così, la nostra attenzione è alta. Io conto molto sui Friends of Certosa e sulla collaborazione in atto con il Comune. La Certosa di San Giacomo non è solo parte del patrimonio italiano, ma è anche e soprattutto un sito monumentale che appartiene alla comunità internazionale per il notevole valore storico ed artistico che riveste». Ma intanto sembra avviata verso un lento degrado. «Non possiamo lasciarla in queste condizioni. La Certosa è ricca di spazi e potenzialità, e Capri non ha un museo dedicato alla città, né all'isola e nemmeno alla stessa Certosa e alle attività che visi sono svolte all'interno. Ecco perché abbiamo deciso di lavorare per creare un museo all'interno di San Giacomo». In effetti nella Certosa sono racchiuse opere di immenso valore, come un affresco del XIV secolo opera del pittore fiorentino Nicolò di Tommaso; e dal 19751a struttura ospita uno spazio dedicato alle opere del pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach. Contenuti in un certosenso estranei al contenitore? E qual è l'idea perla Certosa del terzo millennio? «Il progetto generale dovrà servire a capire quali risultati si possono ottenere attraverso una ridistribuzione degli spazi. Fra i progettisti ci sono esperti della Soprintendenza e tecnici, ed il mio desiderio è quello di riportare la Certosa al centro della vita culturale ed artistica dell'isola senza cancellare i segni della storia che è stata vissuta all'interno». Un progetto che richiede un grosso impegno di fondi? «I fondi ci servono, ed è per questo che abbiamo bisogno di sostenitori e sponsor da tutto il mondo. Bisogna aprirsi ad un dialogo costruttivo verso tutti quegli enti, associazioni sia sul territorio sia che della comunità nazionale ed internazionale, uniti dall'amore comune per un bene storico di così inestimabile valore storico e bellezza». Nel progetto d'uso è sempre previsto il mantenimento del Liceo classico? «Certo che sì, cancellare il Liceo sarebbe un'inutile cattiveria, anche perché in quelle aule hanno studiato intere generazioni di capresi e il mio impegno è quello di conservare la memoria storica del luogo partendo dalla sua nascita, è datata al 1300 quando venne fondata grazie al conte Giacomo Arcucci».
CAPRI - Un museo nella Certosa, sì a sponsor da tutto il mondo
La Soprintendenza per il Patrimonio Storico e Artistico e il Polo museale di Napoli hanno collaborato con l'associazione "Amici della Certosa" per il restauro del complesso monumentale della Certosa di San Giacomo a Capri. Il soprintendente Fabrizio Vona ha affermato che il progetto di recupero della Certosa è in corso e che è stato avviato un piano d'uso per il complesso. La Certosa è un sito monumentale di grande valore storico e artistico, ma sembra avviarsi verso un lento degrado. La Soprintendenza ha deciso di lavorare per creare un museo all'interno della Certosa, che ospiterà opere di immenso valore, tra cui un affresco del XIV secolo.
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