Ieri l'incontro tra il il Ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, il Presidente della Regione, Renato Soru, e l'Assessore dell'Ambiente, Tonino Dessì, per trovare una soluzione all'eliminazione dei vincoli sul Parco del Gennargentu. Non piace, né ai sindaci dei paesi del nuorese e nemmeno ai Comitati Antiparco, la soluzione prospettata dalla Regione di istituire un Parco Regionale sui 28 mila ettari. Il primo cittadino di Villagrande è chiaro: "chiediamo per prima la revoca del decreto e la modifica della legge nazionale istitutiva. Fino ad allora nessun passo in avanti". CAGLIARI - Ancora nulla di fatto sulla ventilata possibilità di eliminare i vincoli sul Parco del Gennargentu. Ieri sera a Roma nell'incontro, tanto atteso, tra il Ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, il Presidente della Regione, Renato Soru, e l'Assessore dell'Ambiente, Tonino Dessì, si è parlato proprio delle possibili soluzioni della vicenda e forse si è giunti ad un passo dall'intesa con il Governo. "E' stato un incontro utile, non abbiamo parlato solo del Gennargentu ha detto Soru subito dopo l'incontro con il Ministro - Sul parco del Gennargentu, abbiamo cominciato a valutare diverse possibilità di raggiungere il risultato che ci prefiggiamo, di gestire noi insieme alle popolazioni locali le aree di grande valore ambientale che possono creare sviluppo e lavoro. Le approfondiremo nei prossimi giorni". Soru e Dessì hanno posto al Governo anche la questione generale dei parchi nazionali nell'isola: "Abbiamo chiesto di aprire un confronto con lo Stato per arrivare ad avere maggiori responsabilità primarie in questa materia. Che non significa che il Ministro è d'accordo ha aggiunto il Presidente - ma questa è la nostra volontà". Un tavolo di discussione di un'ora nella quale il Ministro ha rimarcato l'eventualità di andare verso una soluzione che preveda la sospensione dei vincoli, piuttosto che l'azzeramento del Decreto istitutivo, che andrebbe a cozzare contro i principi stessi della Legge Nazionale che di fatto ha creato altri Parchi sul territorio italiano. Dall'altra la Regione ha messo in campo le sue due proposte. Il primo passo potrebbe essere quello di istituire un Parco Regionale in quelle terre oggi nella disponibilità del demanio della Regione Sardegna ed affidate all'Ente Foreste. L'ulteriore sforzo chiesto è che si possa prevedere una nuova delimitazione con la creazione di un Parco Nazionale più piccolo attorno al quale far sorgere quello Regionale da 28 mila ettari. Questa soluzione non piace, invece, al Movimento Sardo Pro Territorio - Comitati Antiparco che chiedono, in una nota, l'annullamento del decreto "perchè fondato su gravi abusi, omissioni e irregolarità, su nessun consenso da parte delle popolazioni, su nessuna tutela dei diritti storici e civili degli abitanti dell'area ridotti al rango di cittadini di serie C, dato che nessuna norma della legge 39491 garantisce il rispetto della leale cooperazione con i cittadini e gli gli enti locali". Il Movimento e i Comitati, pertanto, minacciano ancora di mantenere alto lo stato di mobilitazione permanente sino alla revoca incondizionata del decreto e annunciano per i prossimi giorni assemblee popolari nei paesi del Gennargentu per decidere ulteriori forme e tempi di azioni di protesta, compresa l'occupazione dei comuni. Gli antiparco, inoltre, non vedono di buon occhio la proposta della Regione sui parchi regionali come alternativa. "Tutto ciò -afferma il Movimento - è stato già oggetto di condanna e di rivolta delle popolazioni interessate anche mediante numerose assemblee popolari, massicce manifestazioni di protesta e referendum. Il presidente Soru proponendo il parco regionale senza aver riscritto una nuova legge regionale senza vincoli, che riconosca centralità e autogoverno pieno ai Comuni e alle popolazioni, non convince assolutamente le popolazioni e non può che alimentare il conflitto ambientale con le popolazioni. Nessun tregua conclude il comunicato - sino alla liberazione del Gennargentu da qualsiasi parco". "Ancora non conosciamo i contenuti reali di questo che viene definito come un quasi accordo tra la Regione e il Ministero dell'Ambiente dice Piero Cannas, Sindaco di Villagrande Strisaili, commentando l'incontro di ieri Sappiamo che si potrebbe percorrere la strada di una soluzione tecnico-giuridica, ma come amministratori interessati noi chiediamo per prima la revoca del decreto e la modifica della legge nazionale istitutiva". Cannas è risoluto: nessun passo in avanti sino a che non vi sarà l'azzeramento e solo dopo sarà possibile discutere quelle che sono le proposte alternative. "Soltanto allora ci si potrà ritrovare ad un tavolo con la Regione e i rappresentati delle nuove Province e dei Comuni per pianificare lo sviluppo del territorio partendo dal basso". Ultimo aggiornamento: 20-01-2005 16:10:01
Gennargentu: dubbi anche sul Parco Regionale
Ieri sera a Roma si è svolto un incontro tra il Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, il Presidente della Regione Sarda Renato Soru e l'Assessore dell'Ambiente Tonino Dessì per discutere la possibilità di eliminare i vincoli sul Parco del Gennargentu. La Regione ha proposto di istituire un Parco Regionale sui 28 mila ettari, mentre il Governo ha suggerito di sospendere i vincoli piuttosto che azzerarli. L'incontro ha portato a una discussione sulla possibilità di una soluzione tecnico-giuridica, ma le popolazioni locali e i Comitati Antiparco hanno espresso la loro opposizione alla proposta della Regione.
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