In centinaia alla manifestazione contro la scelta di Monti dell'Ortaccio. Tensione con le forze dell'ordine Un lungo striscione con su scritto «Basta discariche nella Valle Galeria» ha aperto la manifestazione a via della Pisana contro la realizzazione di una discarica a Monti dell'Ortaccio, nei pressi di Malagrotta. Tante le famiglie al completo, compresi molti bambini e anziani con cartelli che inneggiavano ai rischi di una maggiore insorgenza di tumori legati alla discarica. «La gente della Valle Galeria è esasperata, non vuole più parole, ma passare all'azione, ovvero sono pronti alle barricate contro la discarica», minaccia Stefano Capanna, uno dei manifestanti. Momenti di tensione e spintoni tra le forze dell'ordine un gruppo di manifestanti che ha modificato il percorso autorizzato bloccando per un'ora l'ingresso nella vecchia discarica. Nando Bonessio dei Verdi attacca: «Questa è una polveriera pronta a esplodere». Momenti di tensione ieri mattina durante la manifestazione contro la realizzazione di una discarica a Monti dell'Ortaccio, nei pressi di Malagrotta: un gruppo di cittadini ha modificato il percorso del corteo superando lo sbarramento di forze dell'ordine ed ha bloccato per circa un'ora l'ingresso della vecchia discarica. All'iniziativa, organizzata dai comitati di residenti, hanno partecipato circa 600 persone. Solidarietà agli abitanti della zona è stata espressa da un folto gruppo di rappresentanti di Pizzo del Prete, Riano e Corcolle, le altre zone individuate come possibili siti (poi scartati) per realizzare la discarica temporanea post Malagrotta. Un lungo striscione con su la raccolta differenziata nel 2012 nella Capitale (dovrebbe arrivare al 50 entro il 2014) scritto «Basta discariche a Valle Galeria» ha aperto la manifestazione tra via della Pisana e via di Malagrotta: tante le famiglie al completo, compresi molti bambini e anziani con cartelli che inneggiavano ai rischi di una maggiore insorgenza di tumori legati alla discarica. «La gente della Valle Galeria è esasperata, non vuole più parole, ma passare all'azione, ovvero sono pronti alle barricate contro la discarica minaccia Stefano Capanna, uno dei manifestanti al termine del corteo . I momenti di tensione sono stati lievi e fisiologici». Per Nando Bonessio (Verdi) la Valle Galeria «è una potenziale polveriera che può esplodere da un momento all'altro». «Stiano attente le istituzioni a non proporre soluzioni che possano accendere questa miccia aggiunge Bonessio . La gente è esasperata, quindi pronta a tutto». Luigi Nieri (Sel) sottolinea che «anziché procedere alla bonifica del sito e al recupero ambientale di quest'area, si decide di condannare definitivamente e irrimediabilmente questo territorio. Un progetto folle che cercheremo in tutti i modi di fermare». Parole condivise da Massimiliano Ortu (Sel - XVI Municipio) che aggiunge: «Questo è stato solo il primo passo». E Fabio Ficosecco (Pdl - XV Municipio) rincara la dose: «Questa non sarebbe altro che una Malagrotta-bis ed andrebbe ad insistere in un territorio già martoriato che è considerato a "rischio Seveso": chiediamo al ministro della Salute Balduzzi di intervenire». Il prossimo appuntamento è la sera del 4 settembre, davanti alla chiesa di Ponte Galeria, per una fiaccolata pacifica affinché «le istituzioni non ci voltino le spalle». All'iniziativa sono stati invitati Alemanno, Zingaretti e Polverini. Se non venissero sarebbe un chiaro segno che le istituzioni ci voltano le spalle osserva Giulio Spaziani del Comitato Malagrotta . Ma la protesta andrà avanti». L'ultima scelta Il 23 agosto il prefetto Goffredo Sottile, commissario straordinario per l'emergenza rifiuti a Roma, indica come sito per accogliere la discarica temporanea Monti dell'Ortaccio, area di proprietà di Manlio Cerroni (il proprietario della discarica di Malagrotta) Gli altri siti bocciati Nell'estate del 2011 il prefetto Giuseppe Pecoraro è stato nominato da Palazzo Chigi commissario: tra i sette siti già individuati dalla Regione come possibili discariche, Pecoraro si orienta prima su Corcolle poi su Riano, ma i siti vengono bocciati per vari motivi. La scelta finale cade su Monti dell'Ortaccio