A Nicosia incontro istituzionale per l'iniziativa che valorizzerebbe il centro storico Nicosia. Incontro finalizzato ad organizzare la ricezione turistica sul modello dell'albergo diffuso. Il sindaco Sergio Malfitano e l'assessore alle Attività culturali e al Turismo Carla Mancuso, hanno incontrato l'assessore provinciale al Turismo Maurizio Campo. L'incontro promosso dall'assessore Mancuso è servito a mettere a punto uno schema di programma per incentivare il sistema turistico di Nicosia ed in particolare ad avviare il progetto dell'albergo diffuso, sostenuto dalla Provincia e da Confartigianato, al quale il Comune aveva già aderito nel dicembre scorso. «Il nuovo Codice del turismo proposto dal ministero riconosce infatti l'albergo diffuso come forma di ospitalità alberghiera - spiega l'assessore Mancuso - e lo propone come modello originale da prevedere nelle varie normative regionali. E' un progetto di ospitalità integrato nel territorio, nella sua cultura e nella sua comunità da non confondere con una mera aggregazione di case ristrutturate e messe in rete». Si tratta di una iniziativa che permette di recuperare e salvare contesti architettonici ed urbanistici che vanno scomparendo e che proprio per questo sono sempre più ricercati dai turisti. «L'albergo diffuso riguarda quartieri da salvaguardare e proprio per questo - prosegue l'assessore - potranno derogarsi altezze dei vani e relativi servizi previa delibera del consiglio comunale. L'albero diffuso ha valenza di richiamo per i visitatori perché è una offerta di servizi alberghieri e ambienti a ospiti alloggiati nei diversi edifici che lo compongono. Offre in sostanza, un ambiente autentico con case di interesse storico, ammobiliate e ristrutturate non per turisti, ma pensando a residenti, seppure temporanei, posti ad una distanza tra loro non superiore a 400 metri. Questo consente alla gestione di offrire a tutti gli ospiti, non solo i servizi alberghieri, ma anche l'esperienza stessa della formula ospitale. Il visitatore è inserito nella comunità locale perché non ha una gestione professionale non standard dell'albergo». In sostanza il turista vive una esperienza urbanistica, sociale e culturale nel territorio vivendo per il periodo del soggiorno come vivono i residenti del quartiere. L'idea dell'assessore Mancuso è promuovere un progetto di valorizzazione e di promozione del turismo culturale finalizzato al recupero del "patrimonio storico" considerato minore ma che invece rappresenta un unicum storico, paesaggistico e archeologico da far rivivere, come il quartiere originario di Santa Maria Maggiore incastellato nel periodo bizantino e del basso Medioevo, espressione di un paesaggio a grave rischio di estinzione nella sua integrità che è caratterizzato da un patrimonio storico architettonico di grande interesse. «Il contesto di Santa Maria ha tutte le caratteristiche per richiamare visitatori da quattro angoli del mondo. Tutto il complesso - conclude la Mancuso - si trova inframmezzato da numerosissimi ipogei e grotte a dirupo sulla Rocca del Castello di fronte alla scenografia della città, delle colline boscate degli Erei, delle Madonie e dei Nebrodi. Altri spazi urbanistici ed edifici storici da recuperare e fortemente suggestivi si trovano ancora nel quartiere dei Cappuccini e del Santissimo Salvatore e un po' sparsi in tutto il centro storico. Bisogna coniugare quindi un'idea contemporanea di paesaggio con il recupero dell'esistente ma tale tuttavia da assicurare il rispetto e la salvaguardia dell'identità del territorio per garantire integrità tra storia, paesaggio, architettura e usanze locali». Giulia Martorana 03092012