L'assessore Padovani chiama in causa Regione e Soprintendenza Di quella pioggia di fondi annunciati nel 2004 per restaurare le chiese dell'itinerario di Celestino V a Castelvecchio non è arrivata che una goccia. Dopo oltre sei anni dai primi lavori, la chiesa di Sant'Agata, anno 1114, è tra i patrimoni dimenticati della storia dell'arte e dell'architettura in Abruzzo. A rompere il silenzio del degrado, una lettera inviata qualche giorno fa dal vicesindaco e assessore ai beni culturali Andrea Padovani, a Regione e Soprintentenze ai beni artistici, architettonici ed archeologichi, per chiedere «quali iniziative sono state intraprese per il completamento dei lavori dell'edificio, compresa la messa in sicurezza all'esterno». Sì, perchè il cantiere si è fermato già con il primo lotto dell'opera, finanziata nel triennio 2004-2006 con fondi del Lotto, per 188.657mila euro su 792.447mila totali. La data di consegna era prevista il 15 maggio 2006. «È assurdo - commenta Padovani - che dopo cinque anni dal blocco del cantiere non si ha notizia né sul finanziamento né sullo stato dei lavori. L'amministrazione aveva predisposto un piano di sviluppo dell'area, a grande rilevanza archeologica, ma è necessario che ognuno faccia la sua parte. É paradossale che prima dei lavori l'edificio era agibile ed oggi, invece, nonostante siano state spese somme importanti, la chiesa è di fatto impraticabile ed inaccessibile». Da qui l'invito agli uffici competenti ìa verificare cause e responsabilità di tale situazione».